Home » Intrattenimento » Interviste » La Fabbrica del Degrado chiusa da Facebook: ne parla Yuki

La Fabbrica del Degrado chiusa da Facebook: ne parla Yuki

La Fabbrica del Degrado è stata chiusa da Facebook: facciamo un riassunto.

Pubblicato da La Fabbrica Del Degrado su Martedì 14 febbraio 2017

Una delle pericolosissime foto della pagina. Notate il gore, notate il nudo. Notate tutti i comportamenti vietati da Facebook. Avete notato l’uccello?

 

Tutti conosciamo l’ormai celebre Fabbrica del Degrado, una delle prime pagine di Facebook ad aver superato il milione di fan, una pagina che si è sempre distinta per il sottile humour cinico, per il black humour, e per le denunce verso la società. Aperta nel 2009, da lì non si è più fermata. Ma ora preferisco passare lo scettro e Yuki, che darà una descrizione della pagina abbastanza esaustiva. Perché? La Fabbrica del Degrado è chiusa, ecco perché.

La Fabbrica del Degrado, gestita con altre 10 è una pagina di stampo satirico-umoristico. I temi trattati hanno sempre voluto essere una denuncia agli aspetti e i comportamenti degradanti della società e dell’umanità in generale, come se fosse una testata giornalistica dedicata alle news e ai casi di cronaca più eclatanti che accadono nel mondo ed in particolare modo in Italia, il nostro paese d’origine. Con la pagina abbiamo sponsorizzato diversi post interni ed esterni a facebook in quanto abbiamo creato un network ad essa collegata con cui abbiamo avviato un’attività commerciale dentro e fuori il social network facebook. In relazione a ciò ci siamo sempre attenuti agli standard, facendo attenzione a non violarne nessuno o a rimuovere prontamente ciò che poteva urtare la sensibilità degli utenti che ce lo chiedevano.

 

Beh, giustamente si parte da un punto iniziale, per poi evolversi e migliorarsi, andando sempre a sistemare ogni singola piega e rifinire tutta la struttura.

La FdD nasce nel 2009. Nella prima edizione eravamo io e un altro admin che non cito perché non più presente in pagina da fine 2010, quindi eviterei. Inizialmente gli standard di facebook erano molto più permissivi, non c’era nessun tipo di censura, e non nego di averne decisamente approfittato, anche perché sette anni fa, l’approccio ai social era decisamente diverso.
Dopo la chiusura della 1° edizione, quando Facebook in Italia stava iniziando lentamente a popolarsi, venni contattata da Sat, che mi propose di riaprirla insieme, quindi accettai, e piano piano iniziammo ad inserire altri admin, alcuni sono rimasti, altri li abbiamo persi per strada durante gli anni.

 

I contenuti giustamente, non erano identici a quelli di adesso immagino. E se non ricordo male, ogni innovazione in quest’ambito, che è dovuta prettamente a voi, è avvenuta a colpi di ban.

I nostri contenuti spaziavano molto, all’epoca il black humour non era censurato, come non lo erano nemmeno i post a sfondo sessuale. Tranne il porno. Ovviamente il porno non è mai stato ben tollerato, ed abbiamo sempre fatto in modo che questo non uscisse.
Come ti dicevo, Black humour, Satira, Post a sfondo sessuale e testi demenziali. Potevamo parlare di tutto. E si, a colpi di ban. Venivamo bannati mediamente una volta all’anno. La motivazione? Molto semplice: la nuova utenza. Inizialmente fb era frequentato da giovani e studenti. L’età non andava oltre i 30/35 anni. C’erano pochissimi over 40, e quelli colpivano.

 

I vari ban ricevuti, non vi hanno mai fatto venire voglia di mollare? Perché immagino, stare dietro ad una pagina simile, è quasi un lavoro a tempo pieno.

Allora, effettivamente sì. Ci è venuta voglia di mollare. Io per prima mi sono allontanata per quasi un anno lasciando in mano tutto ai miei soci perché ero stanca e sfiduciata. Ma la nostra forza è ed è sempre stata la nostra fanbase, quella base con la quale siamo cresciuti. Ad ogni ban, ricevevamo un sacco di messaggi con la preghiera di riaprire. Le persone con noi si divertivano, sorridevano, interagivano, e grazie alle vignette si esorcizzava il male dal mondo. Non un like o una preghiera che salvano le persone ovviamente, ma scherzarci sopra. Si sa che scherzare su un argomento esorcizza il male, la vergogna e la paura che ci aleggia intorno, no? Noi questo volevamo fare, e secondo molti, era quello che facevamo.
Non siamo persone cattive, ovviamente, o estremisti che fanno propaganda d’odio, è ridicolo pensarlo. Ridiamo sugli orrori della vita per alleggerirla e per alleggerirci la coscienza probabilmente.

 

Beh questo è ovvio. Di solito quello che lasciamo online sembra sempre peggio, anche una risposta sarcastica, spesso, può venir interpretata come una cattiveria.Ora, tornando a quanto detto prima, riguardo alla parte commerciale della pagina. Di cosa vi occupate di solito?

Il 22 dicembre abbiamo depositato la richiesta per la registrazione dei marchi “La Fabbrica Del Degrado” e “Degradoland”, le categorie in cui siamo presenti sono: Software (abbiamo sviluppato l’App “Situa“, che permette di organizzare feste ed invitare chi si trova nei paraggi); Cartoleria e Abbigliamento (stiamo creando una linea personalizzata con il nostro logo); Viaggi, Trasporti-eventi e Divertimento (i Raduni della Fabbrica li conoscono ormai tutti, a Marzo ci sarà il 15°), Ristorazione e Catering (a febbraio abbiamo inaugurato la serata The Factory, serata dedicata alla Fabbrica e a tutti i suoi operai, presso il Sormani Club di Milano).
Ah, e prima della chiusura della pagina era in cantiere una collaborazione con Lo Zoo di 105, che sarebbe dovuta partire a marzo.

 

Quindi si tratta non, come pensano tutti, della solita paginetta di Facebook chiusa, ma di un vero e proprio danno economico, che ha colpito il cuore pulsante del vostro sistema, ovvero il 99% della pubblicità ed organizzazione. Ora, visto l’ultimo periodo di pagine segnalate e paladini della giustizia, si potrebbe pensare che un certo personaggio pubblico, forse troppo zelante, forse poco informato, abbia indirizzato qualcuno verso di voi?

Iniziamo dall’ultima accusa: La Creazione de: La Bibbia, La Bibbia 1.1, La Bibbia 2.0, La Bibbia 3.0, fino alla Bibbia 4.0. La, ahimè famosa cartella Dropbox dove sono contenute foto osè, vorrei specificare che non è mai stata un’idea nostra. Qualche sprovveduto ha pensato bene di crearla e divulgarla nei gruppi Facebook più conosciuti e noi abbiamo sempre limitato finché ci è stato possibile (siamo 10 admin che oltre a stare su Facebook hanno lavoro e famiglia), ma in un gruppo di oltre 60.000 persone qualcosa ci può essere senza dubbio sfuggito, ma non abbiamo mai incitato qualcuno a farla girare, e sopratutto, quando trovavamo post simili, li abbiamo sempre cancellati.

Probabilmente tutto ciò è stato confuso con le famose comunicazioni di servizio. Cosa sono le CDS? Molto semplice: foto di ragazze e ragazzi che si scrivono la nostra sigla sul corpo e ci mandano le foto. Che sia esibizionismo, voglia di mostrarsi o voglia ricevere complimenti, sono foto in cui i soggetti sono totalmente consenzienti. Aggiungo che le CDS sono totalmente in forma anonima e non vengono caricate su facebook, ma sotto forma di link esterno.

Ora parliamo dell’istigazione all’odio e alla violenza. Questa accusa, ad oggi ancora non mi è ben chiara a dirla tutta. Ogni utente è libero di avere una propria opinione su un fatto piuttosto che su un personaggio o su qualsiasi fatto di cronaca, e noi, personalmente, non ci riteniamo responsabili dei pensieri e delle azioni altrui. Esiste il libero arbitrio, ma soprattutto non possiamo andare a seguire tutte le persone. Fisicamente, non ci riusciamo.

È chiaro che questo personaggio zelante, ingolosito dai seguaci delle pagine più forti a livello numerico di Facebook, ha pensato bene di muoverci queste accuse per un tornaconto personale, totalmente a caso. Sete di like e di views. Ha sempre distorto e riportato a suo piacimento notizie su di noi e sui nostri seguaci.
Voglio essere totalmente sincera: è vero, io l’ho insultata. L’ho fatto perché sono arrivata al limite della pazienza. Non ne potevo più dei continui attacchi, delle allusioni e delle accuse, e di tutte le bugie. Sono un essere umano, la mia pazienza ha un limite che lei ha di gran lunga superato.
Ho sbagliato. Sì. Ho sbagliato tanto quanto ha fatto lei diffondendo un video privato con contenuti sessuali di una allora 17enne Belen (ndr.: in verità 19enne, ma all’epoca non si sapeva. Quindi, per quando riguarda l’oggettività, si è condiviso volontariamente un video di una presunta minorenne). Ma credo che tra i due errori ci siano due sostanziali differenze: io ero esasperata, lei voleva distruggere l’immagine di una vip per un suo tornaconto personale. Io ho offeso. Lei ha umiliato.
Beh, ora dunque siamo riusciti a capire, e bene o male, a far capire agli altri utenti tutto quello che c’è da capire. Voglio lasciare un momento un wall test che ho visto su Facebook, caricato da un admin della Fabbrica – che rimarrà anonimo, per poi passare nuovamente a te.
Allora. PIANO E BENE RAGAZZI. La nostra pagina La Fabbrica del Degrado ci è stata INGIUSTAMENTE bannata da Facebook. A nessun admin è arrivato il motivo, se non il classico “non rispettava gli standard della comunità”. Siccome già alle elementari avevo capito che dopo una verifica in classe la maestra doveva passare almeno un’ora a farci la correzione, mi sembra opportuno chiedere all’azienda su cui la nostra community “viveva” il motivo della rimozione di una delle nostre pagine. Un milione e mezzo di italiani aveva il like alla fabbrica del degrado, tutte persone libere di muoversi, di andare in giro, di uscire la sera, al pomeriggio, andare a scuola, all’università. Tutte persone più o meno normali, maschi, femmine, di tutte le età. Questo milione e mezzo di persone, che è stato considerato come una massa di “ignoranti”, “imbecilli”, “stupidi” (testuali parole), ora ha perso un punto di incontro, una pagina che su Facebook è presente da moltissimi anni. Una delle pagine storiche di Facebook Italia. Oggi, lunedì 13 febbraio 2017, ci è stato tolto il diritto di parola, ci è stato tolto un potentissimo canale di comunicazione, ci è stata tolta una casa. Perché la Fabbrica non era una semplice pagina, grazie a questa community molte persone si sono conosciute, molte si sono fidanzate, molte sono diventate migliori amici, molti sono usciti dai guai, altri hanno trovato addirittura lavoro, ma soprattutto molti avevano il diritto di farsi una sana risata. Ragazzi e ragazze con problemi familiari, scolastici, amorosi, lavorativi trovavano nella Fabbrica quel quarto d’ora di relax, quel tempo in cui il cervello staccava la spina e non si pensava alla merda che c’è fuori. Io sono stato contattato da SAT 4 anni fa (o 5) per diventare admin di questa pagina fantastica, inizialmente i contenuti erano diversi, lo sanno anche i muri. Gli standard della comunità di Facebook sono stretti, ci siamo adeguati e, con umorismo diverso da altri, siamo arrivati a far condividere i nostri contenuti anche ad un prete (si, è vero). Quel giorno in cui sono stato messo admin mai avrei pensato di ritrovarmi decine di amici nuovi, che nei momenti di difficoltà mi hanno tirato su di morale, mi hanno insegnato come reagire in determinate situazioni, mi hanno offerto un tetto sotto cui dormire, si sono offerti a darmi una mano a compilare una tesi di laurea, son venuti a prendermi a 90km da casa dopo esser rimasto a piedi in auto. Mai avrei pensato che la nostra pagina venisse contattata da personaggi dello spettacolo di un certo spessore, da radio e tv nazionali ed addirittura giornali esteri. Molte cose son successe e moltissime altre avrebbero dovuto accadere, non ne avete idea… Stavano per nascere collaborazioni importanti, stavamo per lanciare un’applicazione, abbiamo aperto un locale, abbiamo registrato un marchio, stavamo per approfittare della nostra utenza per condividere un questionario oncologico con il fine di accumulare valori utili ai fini di ricerca medica (non la avevo nemmeno accennata agli altri questa cosa). Tutte cose che non hanno nulla a che fare con l’odio, il razzismo, il cattivo gusto che ci è stato additato senza alcunissima prova se non la parola “degrado” presente nel titolo, titolo a cui i miei maestri di vita mi hanno sempre detto di non fermarmi, così come l’apparenza. Non siamo selvaggi, non siamo delinquenti, non abbiamo mai ucciso nessuno, forse siamo un po’ bastardi e cinici sì, ma non siamo come haters e giornalisti vari ci hanno dipinti, non abbiamo mai diffuso materiale denunciabile ed anzi, abbiamo combattuto fortemente per far sì che quella merda di cartella online di cui non faccio il nome non comparisse su alcun nostro canale. Bannati, sono stati tutti bannati gli utenti che solo la nominavano, non chi la postava, ma anche chi chiedeva il link. Screenshot vari presenti nel profilo di una delle persone che più ci detesta testimoniano come la nostra pagina sia stata segnalata a causa della presenza di immagini di NUDO, mai state presenti sulla Fabbrica del Degrado, perché perdonatemi… non voglio farmi vedere un genio incompreso, ma quando ho una pagina da un milione e mezzo di utenti, non sarò così stupido da condividere immagini di quel tipo, neanche da sbronzo mi metterei a farlo se so che verrebbe banana da un momento all’altro. Oggi è un brutto giorno (c’è molto di peggio in giro direte ed io vi darò ragione), e non mi vergogno a dirvi che ho il magone allo stomaco per quello che è successo. Capirei un avvertimento, un’indicazione su cosa non andasse bene in ciò che facevamo ed invece il nulla. NESSUNA SPIEGAZIONE CI E’ STATA DATA, se non la conferma per vie traverse che la Fabbrica del Degrado non è più su Facebook per colpa di contenuti che non abbiamo mai postato. Io non vi ho mai indirizzati a far nulla, non vi ho mai detto “andate a segnalare in massa questo e quello”, è un chiaro abuso di potere che non mi sento di utilizzare per queste cose inutili alla società.
Dunque, torniamo adesso a Yuki. Questo messaggio appena messo è molto serio a dir la verità, dimostrazione che non si parla della solita stupida paginetta. Si parla di un milione e mezzo di utenti, tra adolescenti ed adulti. Vogliamo pensare che siano tutti dei cretini? La vedo difficile. Ma adesso, voglio passare la parola, l’ultima ormai, a Yuki. Yuki, qualche ultimo pensiero da esternare?
Voglio ringraziare a nome di tutti gli Admin della pagina i Fan che ci stanno sostenendo con centinaia di messaggi di solidarietà per ciò che è successo in questi giorni. Grazie anche agli Admin di pagine e gruppi amici che ci stanno aiutando a ripopolare la Fabbrica del Degrado. Sicuramente non dimenticheremo mai quello che avete fatto e fate per noi, ma vi chiediamo la gentilezza di non prendere iniziative personali che vadano ulteriormente a ledere la nostra già compromessa immagine, come insultare persone a nome nostro. Stiamo provando con mezzi legali e istituzionali a farci ridare la pagina che ingiustamente CI e VI è stata sottratta. Ci dissociamo totalmente da ogni azione che partirà a nome e per conto nostro da pagine fake che nella giornata di oggi sono spuntate come funghi. Consci del fatto che questa guerra mediatica nei nostri confronti difficilmente avrà fine, confidiamo nel vostro buon senso, perché fa male più a noi che a voi vedervi dipinti come persone senza uno scopo nella vita se non quello di riempire d’odio Facebook Italia. Chi ci conosce , chi ci segue e chi ci sostiene sa perfettamente di che pasta siamo fatti, e di sicuro, non è a base di merda, odio e calunnie. Vi saluto.
Bene. Spero che alla fine della storia, ne possiate uscire vittoriosi. Io vi capisco benissimo, perché anche io sono passato dalle stelle alle stalle con una attività nata su Facebook. Anche se poi ho cambiato via. Ti ringrazio nuovamente Yuki.

Comments

comments

For Honor
Previous post
For Honor è arrivato!
Next post
Wild: una storia selvaggia di avvenuta e rinascita

No Comment

Leave a reply