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Gravity Rush 2: Recensione

“La Regina della Gravità è tornata! Lunga vita alla Regina!”

Appena entrati nel mondo di Gravity Rush 2 veniamo subito spiazzati: seguiremo una squadra di minatori, intenti a estrarre preziosi gioielli nelle profondità di uno strano atollo sospeso nel vuoto. Dopo una breve sequenza d’azione noteremo subito che i due curiosi minatori non sono altro che Kat e Syd. Attraverso un flashback a fumetti, scopriamo come un’improvvisa tempesta gravitazionale abbia risucchiato i due protagonisti, catapultandoli in una dimensione diversa da Hekseville, città steampunk in cui si svolgeva il primo Gravity Rush. In seguito alla già citata tempesta gravitazionale, Kat perde i suoi poteri di shifter, e nessuno del villaggio di minatori in cui lei e Syd ora vivono, crede al fatto che lei, un tempo, fosse la regina della gravità.

La trama del gioco in questione muove una sorta di critica sociale, narrando delle tirannia dei ricchi protetti dalla milizia, al servizio di un governo che si è instaurato nella città dopo aver bandito i clan che l’avevano fondata. Tutto ciò si intreccia con le sventure di Kat, l’eroina dal dolce cuore, disposta a proteggere tutto e tutti solo perché è giusto farlo. La protagonista si ritroverà, più volte, ad aiutare una tribù di operai e mercanti dell’arcipelago di Jirga Para Lhao, nel quale le zone sono separate in base al ceto sociale di appartenenza: in alto troviamo i ricchi nobili, in mezzo gli operai e mercanti, ed in basso i poveri e banditi. Ancor più in profondita troveremo un intricato labirinto di antiche rovine dove si estrae il carburante, fulcro del commercio locale, dove la protagonista dovrà farsi largo sconfiggendo i Nevi, entità che cercano di invadere anche il nuovo mondo.

Tante missioni

La storia principale si basa su una formula a capitoli, ma in parallelo ci saranno diverse missioni secondarie, utili per aumentare le statistiche di Kat o ricompensare la protagonista con animazioni, costumi e accessori utili a personalizzare le foto che potremo fare con la macchina fotografica di Syd. La macchina fotografica è un accessorio molto interessante ai fini del gameplay, tant’è che, alcune volte, la nostra eroina dovrà utilizzarla per il completamento di una missione. Possiamo scattare foto semplicemente per il gusto di farlo e condividerle sul web, dove altri giocatori potranno valutarle al fine di guadagnare gettoni Dusty, con i quali è possibile sbloccare ulteriori premi. Volendo, potremo scattare delle foto per aiutare altri giocatori a trovare forzieri ricchi di tesori, in una sorta di modalità co-op. Gravity Rush 2 mescola intelligentemente ogni elemento del gameplay a disposizione, per offrire missioni sempre più articolate. Alcune di queste però, possono risultare troppo lunghe e ripetitive, a causa del mancato dosaggio delle singole componenti.

Come non amare Kat

I poteri di Kat sono il fulcro del gameplay e i fan del primo Gravity Rush si sentiranno immediatamente a casa loro. Le meccaniche del sistema di controllo sono notevolmente migliorate rispetto al primo capitolo. Per chi non conoscesse il gioco, il potere principale di Kat consiste nell’alterare la gravità.  Grazie a ciò, potrete spostarvi velocemente nei vari luoghi in cui il gioco vi porta. Durante la storia, Kat acquisirà nuovi poteri, che sfociano in due differenti tipi di gravità, gioviana e lunare, che permetteranno al giocatore di completare i diversi scenari, nel modo più creativo possibile. Le città sono molto grandi, colme di abitanti che a malapena interagiscono con Kat, eliminando qualche missione secondaria in cui cui dovrete parlare con diversi NPC. Gli scenari, per quanto affascinanti, non offrono molti segreti, tutt’al più ci si può inoltrare in tutti gli angoli della città per raccogliere cristalli, atti a potenziare le abilità della protagonista, ma avendo a disposizione una mappa così grande, risulta fortemente riduttivo limitarsi a tale ricerca. Per personalizzare le abilità di Kat vi è un sistema di talismani (un po’ come negli RPG classici), che è possibile ottenere sconfiggendo i Nevi e distruggendo i depositi nelle miniere sotterranee. Purtroppo, i bonus che i talismani conferiscono sono completamente casuali. L’idea è che i giocatori possano cercare talismani diversi, combinarli o riciclarli,  per crearne versioni ancora migliori.

Perfetto così?

Sostanzialmente Gravity Rush 2 ha diversi problemi. Strutturalmente è molto vasto, ma alla fine tutte le missioni ruotano sempre intorno ad una serie di abilità come il campo di stasi, che serve a lanciare oggetti e trasportare persone, la capacità di spostarsi a testa in giù per evitare le strade pattugliate, risultando il tutto, alla lunga, ripetitivo. Se riusciamo a sfruttare appieno le capacità gravitazionali di Kat, potremmo arrivare ad un punto che, potenziarle ulteriormente diverrebbe inutile, sia perché ciò comporta una montagna di cristalli da raccogliere, sia perché molti nemici non oppongono più di tanto resistenza. Il gioco potrebbe non essere semplice da padroneggiare sin da subito, i combattimenti a mezz’aria sono solo un susseguirsi di calci gravitazionali, improvvise frenate e riallineamenti che spezzano il ritmo dell’azione. Durante questi frangenti è estremamente facile perdere il controllo della situazione, soprattutto perché la gestione della telecamera è abbastanza problematica, come nel precedente capitolo. Tutto sommato, la straordinaria direzione artistica di Keiichiro Toyama, e le melodie eccezionali di Kohei Tonaka, proiettano il giocatore in un vasto mondo, pieno di colori e scenari sempre più spettacolari. Da questo punto di vista, Gravity Rush 2 è un vero e proprio capolavoro.

Voto: 8

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