Ieri, 12 febbraio 2017 – 13 febbraio per noi di altri fusi – allo Staples Center di Los Angeles si è svolta la cinquantanovesima edizione dei Grammy Awards, una delle premiazioni d’oltreocaeano più celebri e  importanti dedicata al mondo della musica.

La cerimonia è stata affidata alla frizzante conduzione di James Corden, il meraviglioso attore dall’accento britannico che ha conquistato i nostri cuori in Doctor Who, che – con l’aiuto di ospiti davvero speciali – ha man mano snocciolato i vincitori di ogni categoria, dando finalmente un taglio all’attesa che ci attanagliava dal 6 dicembre 2016, giorno in cui sono state rese pubbliche le nominations ai Grammy 2017.

Mai come quest’anno la cerimonia dei Grammy ha assunto il carattere di tributo. Un tributo dovuto, sentito e obbligato alle grandi stelle del panorama musicale che l’ultimo e impietoso anno ha senza sosta portato via. E un tributo memorabile è stato quello di Bruno Mars e dei Time Prince. Il cantante è salito sul palco vestito e truccato come solo Prince sapeva fare e ha proposto una fantastica interpretazione di Let’s Go Crazy.

Resterà poi indimenticabile il tributo di Adele a George Micheal che lanciatasi in una magistrale interpretazione di Fastlove, emozionatasi profondamente è andata fuori tempo – ma l’ha fatto talmente con classe da attirarsi un’infinita standing ovation.

Ma l’errore di Adele è stato ben presto dimenticato dopo aver sbancato il tutto per tutto. La cantante, infatti, si è accaparrata tre Grammy Awards principali, ossia tre dei  premi ritenuti più prestigiosi in quanto prescindenti dal genere musicale.

E infatti il premio per l’Album of the Year è stato consegnato ad Adele per 25, così come i premi Record of the YearSong of the Year che si è guadagnata grazie a Hello. Il Grammy per la categoria Best New Artist è stato consegnato, invece, a Chance The Rapper.

Tra le categorie principali, ancora, è stata premiata la meravigliosa Beyoncé che con Lemonade  si è guadagnata il premio per il Best Urban Contemporary Album. A My Church di Maren Morris, invece, è andato il Grammy per la Best Country Solo Performance.  La categoria Best Pop Duo/Group Performance è stata conquistata dai Twenty One Pilots, mentre il Best Rap Album è stato consegnato di nuovo a Chance the Rappeper il suo Coloring Book.

Notevole e indiscutibilmente giusta, infine, è stata la scelta di consegnare metafisicamente il Grammy Award per la categoria Best Rock Song David Bowie per la sua meravigliosa Blackstar. Perché, in un’edizione dedicata ai tributi e a chi, purtroppo, ci manca e ci manca davvero tanto, un pezzo della storia della musica come il Duca Bianco non poteva non essere premiato. Fosse solo per il vuoto incolmabile che ha lasciato.