Gone Girl di David Fincher non è semplicemente uno dei migliori thriller di questa decade, rappresenta anche un vero e proprio saggio di psicologia su ciò che accade nella mente di un individuo affetto da sindrome borderline con tratti del narcisismo. Il protagonista del film è Nick Dunn (Ben Affleck) – un marito infedele – stanco dei continui comportamenti della moglie, ritenuti da lui strani, ambigui e particolari. Sia chiaro, non è che lui fosse uno stinco di santo, ma seguendo l’evoluzione del film, non ha tutti i torti in ciò che asserisce.

In ogni caso la moglie (Amy – Rosamund Pike) – scoperta l’infedeltà del marito – decide di inscenare la propria morte per far ricadere le colpe sul malcapitato. Quello che poteva essere un caso di tradimento con divorzio, si trasforma nella caccia al tesoro di un uomo per dimostrare – nonostante l’adulterio – di non essere un mostro e soprattutto un serial killer.

Precisiamolo: Gone Girl non è una storia d’amore, è la storia di un uomo che prende consapevolezza che la donna da lui amata non esiste. Il borderline/narcisista gioca le sue carte creando una falsa idealizzazione di ciò che è in realtà, succede dopo anni dalla loro conoscenza. C’è chi lo dimostra dopo 2/3 anni e chi dopo 10 anni, ma alla fine il disturbo esce sempre allo scoperto.

Ovviamente nel film parliamo di un caso estremo di borderline/narcisista, di omicidio e vendetta. Il personaggio interpretato da Neil Patrick Harris – si, Barney di How I Met Your Mother – viene inizialmente definito uno stalker dalla protagonista ma in realtà altro non è che la vittima di una triangolazione sadica della donna che utilizza l’uomo per chiudere un triangolo narcisista tra i più depravati e sanguinolenti. L’uomo si ritrova ad essere diffamato, deriso e odiato dalla comunità per qualcosa che in realtà non ha mai fatto.

Ma soprattutto: ucciso e sgozzato in modo crudele.

Il borderline/narcisista distorce la realtà come più gli conviene, cancella o inserisce contenuti in base a ciò che può dargli un effettivo rientro. Inoltre è crudele nelle parole e nei fatti, manca di empatia e soprattutto di rispetto nei confronti del partner, ex partner o persone che gli hanno in qualche modo voluto bene. L’unica cosa che gli interessa è la sua felicità, costi quel che costi e se può – rovinerà la tua vita in qualsiasi maniera gli sia possibile. Perché si tratta di una felicità di plastica, può uscire e vivere la propria vita fuori dalle quattro mura, ma alla fine quando tornerà a casa vivrà una vita fragile, di tormenti, odio e rancore verso il prossimo.

Il film è un chiaro esempio di quando l’uomo dovrebbe essere uomo fino alla fine ma non ci riesce, perché nonostante tutto ama la propria compagna. Nick resta incastrato in un vortice dal qualche non riesce ad uscire, costretto sia dalle strategie della moglie – che della sua mente debole – e stremata dagli eventi. L’importante ed è chiaro allo spettatore è uscirne dalla situazione quanto prima possibile.

Se volete saperne di più sulla sindrome borderline e narcisista – non essendo io psicologo o medico – vi consiglio la lettura dei seguenti link:

Disturbo Borderline/Narcisista