Il cinema bellico esiste da una miriade di anni, soprattutto in America; ormai è diventata una consuetudine quella di portare sul grande schermo almeno una o due pellicole all’anno che trattano il tema della guerra nei modi più svariati: storie di eroi valorosi che hanno dato la propria vita per combattere il nemico e, al tempo stesso, difendere la patria, sono andate per la maggiore (vedi American Sniper o il più recente La Battaglia di Hacksaw Ridge). Molti di questi film si basano su delle autobiografie o comunque su biografie legate all’eroe di turno.Queste storie, più o meno veritiere, hanno riscontrato sempre un grande apprezzamento da parte del pubblico, che in alcuni casi si è entusiasmato conoscendo le vite di quei soldati valorosi, che combatterono in guerra anni or sono.

Billy Lynn: Un giorno da eroe è proprio uno dei tanti film bellici usciti quest’anno (anche esso tratto da un libro best seller). Ang Lee porta sullo schermo la storia vera di questo giovane soldato dell’esercito americano, e Billy Lynn segna il suo ritorno sul grande schermo: era dal 2012 (Vita di Pi) che non vedevamo approdare nelle sale cinematografiche un suo nuovo film.

Billy Lynn è un ragazzo come tanti, che ha deciso di arruolarsi nell’esercito perché vuole essere ricordato come qualcuno che ha contribuito a proteggere con coraggio la propria nazione, diventare una leggenda, e per riuscirci dovrà sostenere degli allenamenti estenuanti, fino ad arrivare alla sua prima battaglia vera. Dopo la guerra dovrà scontrarsi con i giornalisti, che faranno di tutto per fargli ricordare gli orrori delle scene di violenza che ha vissuto.

Billy Lynn porta per la prima volta sul grande schermo Joe Alwyn, un attore giovane che deve ancora esprimere il massimo del suo potenziale; speriamo di rivederlo al più presto in un nuovo film. Billy Lynn è purtroppo però una pellicola con evidenti problemi alla base, che hanno portato il film ad una dura lavorazione, prima di poterlo vedere nelle sale.

Ang Lee ci ha lavorato molto, questo è evidentissimo, ma il suo impegno non basta per salvare l’insieme del film, complice anche una distribuzione poco ottimale, che ha svalorizzato il progetto alla base.
Billy Lynn soffre il problema di moltissimi film recenti, ovvero quello di aver un buon plot e delle intuizioni registiche notevoli, ma nell’incedere della storia si perde in sequenze prive di spessore.
Un altro grande difetto che ha Billy Lynn è il target al quale vorrebbe riferirsi: non riesce a soddisfare appieno il pubblico, sia esso giovane o più maturo.

Billy Lynn ha, in fin dei conti, una sceneggiatura poco credibile, e questo va ad incidere sulle prove attoriali dell’intero cast, che fanno tutto il possibile per migliorare la situazione. Purtroppo se viene snaturato e trascurato uno degli elementi fondanti di ogni film, di certo non si potranno avere delle prove convincenti.

 

L’unico buon elemento che emerge dal marasma generale è Vin Diesel che, malgrado le aspettative, riesce ad essere in sintonia con il suo ruolo nel film.
Fa abbastanza dispiacere trovare in Billy Lynn una Kristen Stewart spenta e poco brillante sullo schermo, lei che ci aveva abituato a prove attoriali di ben altro spessore.
In Billy Lynn ritroviamo Chris Tucker, che non recitava da tempo, ma la sua partecipazione non ha lasciato un segno indelebile.

Il giovane soldato Billy Lynn alias Joe Alwyn purtroppo non riesce a dare quella caratura al personaggio che serve, necessaria per innalzarlo sugli altri colleghi presenti in scena. Forse il suo rendimento non all’altezza è da attribuire alla pressione mediatica che ha ricevuto (da notare lo sfortunato parallelismo con il personaggio interpretato).

La storia sa di banale e di già visto, ed Ang Lee fa poco e niente per arginare questo grandissimo deficit iniziale. Tutto ciò ha portato alla distruzione del film, andando a favorire delle critiche talvolta esagerate, solo per accanirsi su una produzione poco attenta.

Billy Lynn per Ang Lee è da considerarsi, inevitabilmente, un totale fallimento, forse inaspettato, dato che il film era dato come possibile partecipante e trionfatore alla notte degli Oscar. Lee per questo film ha utilizzato una nuova tecnica di ripresa: con diverse macchine da presa è riuscito a girarlo in “120 frame al secondo”, ed è un peccato che il film in questo formato abbia avuto una distribuzione molto limitata. Solo sei cinema in tutto il mondo hanno aderito alla causa del regista taiwanese.

In definitiva, Billy Lynn risulta essere un’operazione di mercato gestita malissimo e con degli evidenti difetti strutturali, i quali non hanno giovato alla realizzazione del film. Si spera che nel suo prossimo lavoro, Ang Lee torni sui suoi passi,  e si dedichi maggiormente ad una struttura narrativa più personale ed intima, come lo erano i suoi primi film.

Il film in Italia è uscito il 2 di Febbraio, grazie alla Sony/Warner  Bros.

Qui sotto potete visionare il trailer in italiano del film: