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Sanremo: polemica sul nuovo spot

Diciamocela tutta, non fa né caldo, né freddo. L’ abbiamo visto più e più volte, ma il nuovo, discusso spot della Rai per il Festival di Sanremo  sortisce sempre lo stesso effetto: il nulla più assoluto. Non che sia un bene, anzi, però tutta la polemica sorta intorno alla visione della clip sui feti che agitano la testa e schioccano le dita al ritmo ( e che ritmo!) di “Non ho l’età”, francamente lascia scappare solo un sorriso. Più che altro di rassegnazione. Che è un’emozione in perfetto stile Sanremo.

Ok, tutto ci aspetteremmo a pubblicizzare tre serate di musica, fuorché uno spot ambientato nello studio di un ginecologo. Ma in fondo va bene, perché così la corrispondenza canzone italiana-televisione italiana-famiglia italiana è preservata… Ci meraviglia davvero?

La voce finale di Carlo Conti a supporto del leit motiv della storica kermesse musicale (”  Tutti cantano Sanremo”) chiude il quadro di quella che potremmo definire una bizzarria del marketing pubblicitario di Mamma Rai: una bizzarria molto poco convincente, stando al riscontro ottenuto sui social, dove si parla di inquietudine, orrore, cattivo gusto, mostruosità. Per noi, mostruoso è solo il riferimento, o per meglio dire il plagio, al celebre video di “Teardrop” dei Massive Attack; qualcuno prima o poi spiegherà a questi geni della produzione televisiva che esiste anche chi ascolta altro da Gigliola Cinquetti e delle canzoni del 1964? Che forse non tutti cantiamo Sanremo, ma tutti, proprio tutti ci siamo accorti della infelice imitazione?  O forse lo sanno, ma fanno finta di niente? Ok, allora adesso ci siamo indignati anche noi.

Se questo nuovo spot di Sanremo voleva far parlare di sé, è sicuramente riuscito nel suo intento; se voleva comunicare altro, francamente restiamo perplessi. Di sicuro, la sensazione che lascia è di netta finzione, le riproduzioni digitali dei feti non hanno niente di emotivamente coinvolgente, le mamme raccolte con le cuffiette a sentire musica mai viste, neanche in un film di fantascienza. Il contrario esatto di ciò che dovrebbe trasmettere la musica, e cioè empatia e spontaneità.

E poi…ma se Sanremo è per tutti, dove sono gli uomini?

-Perché Sanremo è Sanremo-.

STAY TUNED…STAY ROCK

 

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