Di fronte ai grandi cambiamenti del mercato videoludico degli ultimi anni il genere del Survival Horror ha subito un repentino cambiamento grazie
anche a Resident Evil 4
Il quarto capitolo della saga targata CAPCOM ha tuttavia affrontato uno sviluppo travagliato nel corso degli anni, innumerevoli sono state le idee
sul tavolo del team creativo per giungere al risultato finale.
Al Pari di Resident Evil 1.5 i fan hanno titolato queste Beta Version come Resident Evil 3.5

Screen di Resident Evil 3.5 al TGS 2002

 

La leggenda narra vi fossero quattro versioni del gioco in programmazione:

-Una era presente solo in fase di script e prevedeva che il protagonista, Tony Redgrave, investigasse nella “Spencer Estate” alla ricerca di suo padre, il fondatore della Umbrella Corporation.
Questa versione non vide mai la luce, ma fu trasformata nella serie Devil May Cry e Tony Redgrave prese il nome di Dante.

-Un altra era solo un idea, e vedeva il ritorno degli Zombie.

-Una è detta “The Fog”e fu mostrata nel 2002 in un trailer dove Leon S. Kennedy si aggirava in un maniero Gotico in fuga da una nebbia persecutrice, questo progetto fu cancellato per i limiti tecnici dell’epoca.

-Una è detta “Hooked Man” e fu anticipata da un video di gameplay al TGS 2003
Questa versione fu cancellata quando Shinji Mikami decise di prendere le redini del progetto, creando
l’attuale quarto capitolo.

Gameplay TGS 2003:

Il Team ShiguWorks lavora indipendentemente da anni per riportare alla luce il gioco, e da Settembre 2016 è disponibile una
demo giocabile del loro lavoro, chiamato Resident Evil Code: Madman

Recensione Demo:

Quello su cui tutte le versioni sono d’accordo è che ci fossero due punti cardine nel capitolo perduto;
l’ambientazione della Magione Gotica e le allucinazioni di cui soffre il protagonista.
Non c’è da stupirsi che la demo mostri un Leon maturo come quello del quarto capitolo, ma in lotta contro
nemici invisibili, e con il mondo di gioco in costante trasformazione attorno a se.
Esempio: recatevi in una stanza e poi tornate indietro.
Troverete un muro comparso dal nulla a sbarrarvi la strada.

Ciò che maggiormente colpisce di questa demo è la cifra stilistica della regia, sapientemente elaborata:
il suono dei passi di Leon Kennedy nei corridoi del castello, il suono dei vetri infranti, la telecamera fissa dei
vecchi capitoli ottimamente utilizzata per dare enfasi alle inquadrature.

C’è stato un sapiente lavoro di collage per le ambientazioni di questa villa
alcune stanze sono prese dal castello di Resident Evil 4 mentre altre direttamente da Lost in Nightmares, Dlc
presente nella Resident Evil 5 Gold Edition. Il tutto è necessario, poichè non sono mai esistite versioni giocabili del titolo…
ma niente paura, le stanze sono ottimamente miscelate fra loro, e alcune aree del vecchio 3.5 sono state ricreate a dovere.
Sono inoltre presenti semplici enigmi che costituiscono una sfida aggiuntiva.

Venendo alle note dolenti: la grafica degli ambienti è spoglia, alcune animazioni di Leon sono affette da bug ricorrenti,
così come alcune impostazioni della telecamera a spalla; seppur giri su PC odierni a 60 FPS al secondo, alcuni dettagli estetici sono ancora
da rifinire… ma questa Demo ha tutta una cura estetica e stilistica che raramente traspare da un progetto Indie.

Sì perchè Code: Madman possiede il carisma che ormai è stato lavato via dalla serie, quel carisma che nella “Old School”di Resident Evil
aveva visto il culmine in Resident Evil HD Remastered, possiede tutte le carte in regola per essere pari se non superiore all’ormai imminente Resident Evil VII
La Demo gioca su un terrore velato e psicologico simile a quello della saga di Silent Hill -niente splatter e niente gore eccessivo-
e ricalca in maniera molto fedele il capostipite della saga.

Questo gioco è -in definitiva- quello che i fan desideravano da tempo dalla serie Resident Evil

Resident Evil Code: Madman – Walkthrough