Son passati poco più di dieci giorni dall’uscita dell’ultimo album dei Baustelle e insieme ad esso sono arrivate tante critiche quante recensioni positive e – a questo punto –  anche io mi sento chiamata in causa. Per questo motivo ho deciso di raccontarvi, attraverso i brani per me più significativi, che cos’è – per me – L’amore e la violenza.

Dodici brani per quaranta minuti di un viaggio, un viaggio che inizia con 53 secondi totalmente strumentali. Cinquantatré secondi dal sapore un po’ barocco e un po’ vintage, cinquantatré attimi di puro Baustelle – tanto per chiarire di cosa stiamo parlando.

Dopo un intro un po’ misteriosa, si passa al Vangelo di Giovanni che – nel sound e nel ritornello – ricorda vagamente un Franco Battiato rivisitato, o meglio: un Battiato assorbito, metabolizzato e rielaborato secondo una visione personale del mondo e del mondo della musica.

Io non ho più voglia di ascoltare questa musica leggera
Nello sparire, nel mistero del colore delle cose quando il sole se ne va
Resta poco tempo per capire il significato dell’amore
Idiozia di questi anni, il vangelo di Giovanni
Il vangelo di Giovanni La mia vera identità

Ma proseguiamo con il singolo che ha anticipato tanta roba e che – a mio modesto parere – è semplicemente stupendo: Amanda Lear. Sarà che resterò probabilmente adolescente fino ai 90 anni ma, per quel che mi riguarda, i Baustelle in questo pezzo hanno saputo raccontare magistralmente le emozioni del lasciarsi.

(dicevi)
I wanna be Amanda Lear
il tempo di un LP
il lato A, il lato B
non siamo mica immortali, bruciamo ed è meglio così

E continuiamo con Betty – che è in assoluto il mio pezzo preferito. Una metafora – pur sempre adolescenziale –  della vita, della morte e – ovviamente – dell’amore e della violenza. I toni grevi di Bianconi , spezzati dall’indescrivibile voce della Bastreghi, danno vita a un sound triste ma non troppo, solenne ma non noioso, un sound un po’ strano, un po’ monotono che in ogni sua manifestazione urla “Baustelle“.

Betty ha talento, va a ballare
Con l’amore e la violenza
Vive bene, vive male
Non conosce differenza
Tra il fiorire di una rosa
E la decadenza

Questi, a mio parere, sono i pezzi che dovrebbero spingervi a dedicare quaranta minuti del vostro tempo all’ultimo album dei Baustelle perché, credetemi, merita senza alcun dubbio di essere ascoltato – soprattutto se siete degli adolescenti mai cresciuti.