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Elle (2016) – Recensione Anteprima

Elle – Quando l’apparenza inganna.

Paul Verhoeven è un regista che certamente ama la settima arte, infatti molti suoi film hanno degli elementi in comune con i classici del passato, senza togliere nulla al suo tocco artistico.
Più di una volta è stato qualificato come un regista che non è mai riuscito a dare il meglio di se, nonostante abbia diretto pellicole eccellenti come Robocop e Atto di Forza; il pubblico lo bacchetta in continuazione.

Anche nelle sue pellicole minori, come possono essere Starship Troopers e Showgirls, la sua poetica e cura della regia è ben riconoscibile, sebbene le sceneggiature siano lacunose per certi aspetti diciamo più pratici che tecnici.
La sua filmografia è alquanto paradossale, cioè ha spaziato di genere in genere, senza mai avere una vera e propria chiusa di un ipotetico cerchio; questo non è dovuto al fatto che si è sottoposto alle leggi non scritte delle case di produzione dei suoi film, anzi lo stesso Verhoeven ha dichiarato più volte che prima di firmare per la regia di un film, ci ragiona più volte per capire se il prodotto che gli è stato offerto può soddisfare i suoi desideri e le sue ambizioni.

Verhoeven sa come utilizzare al meglio i suoi mezzi a disposizione, impiegando alle volte anni e anni di lavorazione per arrivare ad un prodotto finale che lo possa appagare, considerando anche il volere del mercato distributivo.
Difatti la sua filmografia da regista non è delle più prolifiche, tuttavia è nel suo insieme imperfetto che si riscontrano unicità di intenti e da sconcertanti verità.

Raramente Verhoeven ha evitato le polemiche per qualche sua opera meno riuscita, si è sempre reso disponibile al confronto per trovare un punto d’incontro fra il suo pensiero e quello degli spettatori.

Verhoeven non è uno di quelli che si tiene tutto per se, capita spesso di sentire frasi all’apparenza inaudite e catastrofiche, eppure sfortunatamente sono vicine alla realtà più di quanto si possa pensare.

Recentemente si è espresso riguardo alla violenza enfatizzata nei film degli anni 80 e di come adesso se ne adoperi in minor quantità, per un politically correct dettato dalle major; la sua posizione potrebbe essere in parte sconclusionata e retrograda, ma il punto è un altro, ovvero che nel cinema odierno certe cose non si possono far vedere perché scandalose, quando in realtà la televisione da anni ci propina programmi e show televisivi dove le oscenità e la violenza sono all’ordine del giorno.

Seguendo il suo percorso pieno di ostacoli, possiamo giungere alla sua ultima fatica intitolata Elle, film di produzione francese e girato interamente in Francia, secondo il consiglio dato alla stessa casa di produzione dal regista stesso.
Elle è liberamente ispirato dal libro “Oh…” di Philippe Dijan, successivamente poi trascritta nuovamente per il cinema da David Birke.
Elle è stato presentato al festival del cinema di Cannes e di Torino, ricevendo molti apprezzamenti da parte della stampa, che lo ha definito come uno dei migliori thriller degli anni 00’.

Paul Verhoeven e Isabelle Huppert, nel dietro le quinte di Elle.

Elle narra le vicende di Michelle, (interpretata da Isabelle Huppert) ,una direttrice di una nota casa di produzione videoludica, alle prese con evento assai spiacevole quanto morboso, che la porta a compiere degli atti per così dire deplorevoli per contemplare i suoi più reconditi piaceri sessuali.

Il regista sin dalle prime inquadrature vuole far comprendere allo spettatore, lo stato malsano cui verte la protagonista assuefatta dal vizio, liberandosi dai fili che la tenevano legata fino a quel momento.
La tensione è sempre alta, non c’è mai un attimo di tregua, si avverte come la sensazione di qualcosa che è presente, ma allo stesso è fuori dalla scena, seduto in disparte pronto ad aspettare il momento propizio per afferrare la protagonista e trascinarla nell’oscurità.

Michelle (interpretata da Isabelle Huppert) seduta per terra, dopo aver subito un’abuso sessuale nel film Elle.

A lei piacciono le violenze del maniaco sessuale, non ci può fare niente è quasi obbligata a non reagire alle oppressioni e violenze, in modo perpetuo e discontinuo lei si ritrova sempre nella stessa posizione di quel giorno sfortunato.
Essendo caduta nella trappola sa che l’unica via di fuga è quella di chiudere i rapporti con il suo desiderato aguzzino, ma pur sapendo ciò si ostina a frequentarlo come se tutto questo fosse solo frutto della sua mente.
Verhoeven precisa che la violenza del film è dovuta alle circostanze del caso, e che tali situazioni allucinanti, potrebbero benissimo accadere anche nella realtà, al di fuori dello schermo protettivo del cinema.

L’antagonista è così diabolico ma prevedibile nelle sue mosse; escludendo il fattore della pazzia, risulta essere più sano di mente della protagonista stessa, perché è solamente un uomo frustrato in cerca di follie che possano renderlo felice ed appagato. Vuole semplicemente godere di una infrenabile voglia di atti sessuali, per prevaricare su tutti quelli che, a suo dire, gli avrebbero fatto dei torti in passato.

Molto rappresentativo è il contesto che li circonda, gli amici e i parenti sono ignari di tutto ciò, in fondo hanno anche paura a chiedere a Michelle se c’è qualcosa che non va, tanto da non considerarla quasi più verso il finale del film.

Di solito anche le peggiori delle storie hanno un inizio ed una fine, in questo caso l’inizio e la fine non esistono o meglio lo spettatore farà fatica a capire quando il sipario si calerà e verrà decretata la fine dei giochi, perché in questo vortice di eventi non c’è mai una vera degna conclusione, molteplici finali si susseguono e sta allo spettatore scegliere quale di questi preferire.

Gli attori recitano tutti meravigliosamente, soprattutto Isabelle Huppert si dimostra essere la migliore, non sembra neanche invecchiata più di tanto, la troviamo in splendida forma in questo film.

In definitiva Elle è un film che vi lascerà a bocca aperta per lo splendore sia narrativo che visivo, una storia vista e rivista, ma affrontata con un approccio diverso, tanto da essere accattivante e coinvolgente.
Thriller come questi al giorno d’oggi se ne vedono pochi, dobbiamo senza alcun dubbio ringraziare il buonissimo lavoro fatto da Paul Verhoeven con Elle.

Elle uscirà nel 2017 nelle sale italiane grazie alla Lucky Red, che si sta occupando della massiccia e minuziosa distribuzione nelle sale.

Qui sotto vi lascio il trailer del film, purtroppo ancora non esiste la versione italiana.

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