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Eddie Vedder: il lato romantico del grunge

A qualche giorno dal compimento dei suoi 52 anni, festeggiati il 23 dicembre, ci sembra doveroso spendere qualche parola in più su Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam e rappresentante  di quello che potremmo definire simpaticamente  il lato romantico del grunge.

Che fosse bravo, lo sapevamo; che fosse bello, pure; che fosse buono e dalla sensibilità sottile, ne abbiamo continuamente conferma: proprio tra ieri e oggi si è diffusa l’informazione in base alla quale Eddie Vedder avrebbe regalato, per Natale, 10000 dollari ad una famiglia in difficoltà nel Maryland.

In pratica,  un articolo del Washinghton Post aveva segnalato l’appello di una giovane donna, parrucchiera, con famiglia di sei persone a carico, che dichiarava di essere in pericolo di sfratto a causa della mancanza di risorse economiche; ebbene,  Eddie Vedder, colpito dall’annuncio,  ha voluto rispondere alla disperazione della donna con un assegno a quattro zeri firmato a nome suo. Il cantante dei Pearl Jam si è dichiarato, infatti, commosso dalla richiesta di aiuto di una donna così coraggiosa, e non ha potuto fare a meno di aiutarla.

Chi conosce anche solo un po’ della sua biografia, del suo modo di intendere la vita e le relazioni sociali, del suo modo di vivere la musica e il palcoscenico, non può avere dubbi sull’onestà di questo suo gesto, poiché il leader del gruppo grunge più longevo al mondo, ha da sempre manifestato interesse per le cause  sociali e ambientalistiche.

 Infatti, insieme ai suoi compagni di band, Eddie Vedder ha devoluto il ricavato di diversi suoi concerti in beneficenza: come  quello a favore delle famiglie delle vittime degli attentati dell’11 settembre; o quello  per combattere il morbo di Chron  (da cui è afflitto anche il chitarrista dei Pearl Jam, Mike Mc Cready); o ancora le ingenti somme versate a diverse associazioni, specie europee, a favore delle energie rinnovabili; o quelle a “risarcimento”  dei danni ambientali provocati dalla preparazione dei loro tour, come la band ha più volte precisato.

E che dire sulla difesa dei diritti delle donne, di cui Eddie Vedder è un attivo sostenitore? Qualcuno ricorderà l’episodio di quest’estate, a Chicago, sua città natale, quando, nel bel mezzo dell’esecuzione della storica “Lukin”, Pearl Jam hanno smesso di suonare perchè il cantante statunitense aveva notato che un uomo tra il pubblico stava evidentemente alzando le mani su una donna, e lo aveva, perciò, prontamente e pubblicamente fermato e invitato ad andar via dallo spettacolo, come si vede dal seguente video:

 

Più volte, nel corso degli anni, Eddie Vedder si è trovato ad intervenire dal palco a frenare gli animi di fan troppo aggressivi per i suoi gusti; e questo è piuttosto comprensibile se consideriamo la tragedia che ha colpito il mondo della musica il 30 giugno del 2000 e che ha visto, purtroppo e indirettamente, coinvolti proprio i Pearl Jam.

In quella data, la band di Seattle doveva tenere un concerto al Roskilde festival, organizzazione rock tra le più imponenti di Europa, che si teneva nella cittadina di Roskilde, in Danimarca; l’evento ospitava circa 50000 persone e non aveva mai avuto problemi di sicurezza, tranne quella dannata sera in cui la pioggia incessante aveva reso il pavimento fangoso e pericoloso, al punto tale che la calca della folla  aveva letteralmente schiacciato, uccidendole, nove persone cascate accidentalmente sul fondo scivoloso. Tutto ciò accadeva durante l’esibizione dei Pearl Jam che, ignari di quanto stesse accadendo, continuarono a suonare,  finché non furono finalmente avvisati e lo spettacolo si interruppe, macchiandosi purtroppo di tragiche e indelebili note…

Eddie Vedder,Mike McCready, Stone Gossard, Jeff Ament, Matt Cameron hanno dovuto, così , superare la più grossa crisi della loro carriera: quella della loro coscienza che urlava di dolore, sentendosi responsabile di uno spettacolo di musica e gioia, trasformato irrimediabilmente in un teatro di morte.  Eddie Vedder, in particolare, si trovava di nuovo  a vivere  la sensazione di impotenza nei confronti di morti a lui così vicine,  quasi un karma che lo riportava al momento in cui da giovane venne a sapere che il suo padre naturale in realtà era morto (da cui il brano “Alive”), scoperta che lo turbò e lo segno moltissimo.

Dura da mandar giù, eppure ce l’hanno fatta, i Pearl Jam, anche se la commozione a quel ricordo si fa spesso sentire, come a Berlino, nel 2010, dieci anni esatti dopo la tragedia. Ecco le immagini di un Eddie Vedder visibilmente in difficoltà a far andare avanti lo spettacolo:

L‘Italia è un altro fattore di commozione per Eddie Vedder, ma stavolta per lieti motivi: il suo primo matrimonio si è celebrato al Campidoglio, la sua seconda moglie l’ha incontrata a Milano e lui, confermandosi animo romantico, durante i suoi concerti non dimentica quasi mai di ringraziare il nostro Belpaese,  considerandolo come una seconda casa affettiva.

Allora che dire di più…Ah si! Ecco:

Caro Eddie,

anche l’Italia ti ama. Ti stiamo aspettando! Dacci questa data e smetteremo di tormentarci. Vogliamo commuoverci con te di nuovo.

Con amore, 

la tua bella Italia.

ROCK ON!!

 

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