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We Are The Champions – Moccia Strikes Back!

Recensione dell'ultimo lavoro di Dario Moccia & Tuono Pettinato.

Ok. E’ facile iniziare una recensione così.

Meno facile è catturare l’essenza di una Leggenda. Farrokh Bulsara – meglio conosciuto come Freddie Mercury, è sicuramente uno dei personaggi che meglio incarna lo spirito mitologico del XX Secolo: Un ragazzino che dal nulla e con le sue forze, passa dalle stalle alle stelle con il potere della sua voce.

Ammetto la mia ignoranza nel dire che per me, Freddie Mercury, i Queen e altre band del periodo, non hanno mai solleticato la mia curiosità. Nei miei cd potevi trovare sicuramente brani come Princes Of The Universe o We Will Rock You. Ma quello di comprare libri, fare ricerche su Google per approfondire il lavoro dietro queste canzoni… Non c’è mai stato.

Fino ad oggi.

Si. Per22chè quando ti ritrovi con un fumetto biografico come We Are The Champions è un pò come ritrovarsi a fare un esame scolastico di una materia mai studiata. Eppure devi dire qualcosa, anche solo per fare bella figura e magari strappare un bel voto.

Dario Moccia ha cominciato a fare i fumetti con il passo giusto. Agorafobia rappresenta uno splendido esempio di come si dovrebbe iniziare a fare “arte sequenziale” come diceva Will Eisner. Ma di questo parleremo un altra volta.

We Are The Champions è un tributo fatto con il cuore di chi ama davvero il mito di Freddie Mercury. Insieme a Tuono Pettinato, raccolgono una sfida che nessuno aveva mai intrapreso nel mondo dei comics: raccontare la storia del leader storico dei Queen.

E questa biografia è una corsa. Comincia con pochi passi, lenti, per poi farti correre, sudare, fino al twist finale.

Ma partiamo con ordine. Il fumetto presenta diversi stili narrativi. A volte la scena viene descritta solo con le immagini. A volte vi ritroverete un titolo in mezzo a quei disegni, un ballon messo li al posto giusto. Quasi tutto in bianco e nero. Si perché a volte Freddie Mercury si spiega tranquillamente da solo. E poi il fumetto diventa metafumetto, acquista colore, facciamo un salto temporale e gli autori stessi ci parlano in maniera diretta a noi lettori. E questo, giustamente, detto sempre dal loro punto di vista. Perché una Leggenda, anche se muore, può ancora vivere grazie a un fumetto.

Quello che apprezzo di più in un fumetto è quando qualcuno riesce comunque a trasmettermi qualcosa di concreto. Perché il fumetto è comunque una grande forma di comunicazione. E se un fumetto riesce a farmi conoscere qualcosa e, colpo di scena, farmi amare qualcosa che non conoscevo… A mio modesto parere è riuscito nel suo intento.

Questo percorso cartaceo creato a regola d’arte da Dario e Tuono è sicuramente una cosa meravigliosa. Ci mostrano piccoli scorci della vita di Freddie. I suoi inizi, le sue amicizie, la sua omosessualità, il suo successo… Non viene tutto descritto in maniera didattica. Non è un volume che pretende di essere un’opera omnia. Piuttosto intravediamo una storia che merita di esser approfondita. E forse, come me, voi che avete sofferto della mia stessa ignoranza riguardo alla voce dei Queen, vi ritroverete a volerne sapere di più. Di accendere il vostro motore di ricerca e approfondire meglio la storia che avete appena letto. Per capire cosa sia Stone Town, The Hectic, Margarine Factory

Bellissima la frase che troviamo anche dietro il volume.

“Ho contratto l’HIV. Non mi resta molto tempo da vivere. Ci mettiamo a lavoro?”

Dario Moccia e Tuono Pettinato ci hanno fatto correre fino alla fine del volume. Adesso tocca a noi fermarci e riflettere bene su cosa abbiamo letto.

11
E finisco questa recensione con : THE SHOW MUST GO ON

PICCOLA PARENTESI: Ho vissuto oltre 20 anni a Torre Del Lago. Quindi la citazione iniziale del Mamamia… Mi ha fatto sorridere… E soprattutto pensavo che io sono uno dei pochi che possono dire d’averla capita.

 

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