Buio in sala, inizia il fumetto.

Esistono parole migliori per iniziare una lettura? Recchioni parte in quinta con le sue parole per poi fiondarsi nel mondo stiloso di LRNZ a nemmeno una pagina di distanza.

Grandi nomi. Personaggi di spicco nel settore fumettistico. Un editore storico. Un regista promettente. Un pò come se una congiunzione astrale avesse unito le più grandi forze dell’universo. Scusate le parole altisonanti… Ma chi è che in Italia è riuscito a fare una cosa simile? Qualcuno ci ha provato. Ma in un periodo in cui oserei dire di “Rinascita” per il Cinema Italiano, Monolith potrebbe essere un altro tassello fondamentale dopo titoli come Lo Chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento o il recente Mine.

Monolith potrebbe essere benissimo una puntata di Black Mirror, perché ormai la tecnologia è diventata il simbolo del futuro perfetto. Siamo convinti che la nostra sicurezza e la garanzia di una famiglia felice non venga dal cuore, ma da un surrogato elettronico. Un pò come vedere una pubblicità in cui sono tutti gioiosi come non lo sono stati mai, e dietro di loro, come un guardiano di luce, si staglia un monolite nero su quattro ruote motrici. Ma non è mai così. E se la vita non è un film, figuriamoci uno spot televisivo.

Sandra è sia madre che moglie. Forse riesce abbastanza bene nel primo ruolo, ma nel secondo è messa male. I problemi coniugali la stanno facendo impazzire. E se da un lato ci sono i suoi fantasmi del passato, dall’altro c’è la paranoia di un marito che ha perso la fiducia nel suo rapporto. Al culmine di una loro sfogo, Sandra decide di togliere le tende e andar via con il figlio. Si ritroveranno a bordo della Monolith, la macchina più sicura, intelligente e blindata del pianeta. Ma cosa succede se nel loro viaggio, accade quella variabile che nessuno poteva prevedere?

Sandra rimane fuori dalla Monolith, in mezzo al deserto, e il figlio è bloccato dentro la macchina più impenetrabile del futuro. 

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Da qui comincia la storia. E’ un soggetto semplice, quasi da B Movie, seppur dal forte carattere espressivo. Viene messo in mezzo il lato umano. Quella sicurezza elettronica viene totalmente eclissata, adesso diventa il nemico. Il Monolith che fungeva da guardiano per la tua famiglia si rivela un mostro oscuro, perché in fondo la tecnologia stessa ha portato nuovi confort, ma anche nuovi problemi. E nuove via per la narrazione.

Un Road Comics atipico in cui non è tanto il percorso o il viaggio che fa la crescita dei personaggi, ma piuttosto è quando si rimane intrappolati, bloccati, fermi a pochi centimetri dalla meta.

Roberto Recchioni è uno dei artisti più prolifici/poliedrici che abbiamo mai avuto in Italia. Non si ferma mai e tira sempre qualcosa fuori dal cilindro, e questa volta ha dato via a uno dei progetti multimediali più interessanti degli ultimi anni. Non si limita a creare una storia per un fumetto, questa volta punta la sua idea direttamente al cinema, anche se, purtroppo, il cinema stesso è ha i suoi tempi.

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Essendo una sceneggiatura scritta a quattro mani, trovo difficile dare un giudizio sul lavoro di Recchioni e Marco Uzzeo. Anche perché si viene più distratti dalle tavole digitali di Lorenzo Ceccotti in arte LRNZ.

Dopo averci deliziato con Golem e Astrogamma, Lorenzo torna alla Wacom per tirare fuori uno stile si “compiuterizzato” ma dai tratti acrilici, quasi fosse stato dipinto su tela. Non è una tecnica tradizionale, non ci sono chine che definiscono i contorni come spesso vediamo nei canoni classici del settore, aa non si può fare a meno di rimanere ipnotizzati da quello che riesce a fare. Insomma, LRNZ è riuscito, in un mondo saturo di stili artistici, a crearne uno tutto suo, che ben coincide con gli stati d’animo della protagonista e delle situazioni che si susseguono. Ottimo il design del Suv, con colorazioni moderne. Una linea minimalista, senza troppi dettagli e che comunque ricorda la i canoni classici utilizzati dalla Jeep (e qui ne abbiamo un esempio)

Una dichiarazione di Roberto sul suo profilo Facebook ci fa intendere come il fumetto non sia semplicemente una trasposizione di quello che andremo a vedere sul grande schermo, ma piuttosto fumetto e film sono definibili come progetti paralleli. Questa scelta, personalmente parlando, la preferisco al trovarmi davanti un clone cartaceo di una pellicola. Potete quindi acquistare il volume (in uscita a gennaio) con la consapevolezza che non sarà un semplice copia e incolla.

Una piccola parentesi riguardante il film: ancora si sa poco se non un teaser che dice tutto e nulla. Il regista si chiama Ivan Silvestrini ed ho avuto la fortuna di conoscere le sue opere prima di Monolith (recuperate la sua webseries, STUCK)

Quando finisci il primo volume (con la scritta – fine primo tempo –) comunque un pò di amaro in bocca te lo lascia. Sandra cade comunque nello stereotipo del personaggio difficile e tormentato, un personaggio che rimane bidimensionale ed è praticamente l’unico che conosciamo davvero. Si ha più l’impressione del “già visto”, ma è l’unica puntualizzazione che mi sento di fare e, comunque, ricordo che è solo il primo volume.

Forse il secondo risponderà al paradosso dell’onnipotenza, quando una forza inarrestabile incontra un corpo inamovibile.

Questo primo tempo riesce ad avere il mio applauso, ma da seduto, senza troppo entusiasmo. Per la standing ovation aspetto il volume 2, ed il film ovviamente.

– Fine Primo Tempo –

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