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Secondary ticketing: la truffa

Coldplay o non Coldplay, Iene o non Iene, il caso dei siti di secondary ticketing  ha fatto scomodare persino il ministro Dario Franceschini, che ha deciso di intervenire presentando un emendamento di legge contro la truffa dei biglietti on line, più volgarmente definita: bagarinaggio. Ma c’è di più.

La F&P, azienda che gestisce alcuni tra i maggiori artisti italiani (Ligabue, Luca Carboni, Nek), ha voluto indire una conferenza stampa per sollecitare all’oscuramento dei siti di secondary ticketing specializzati in questa pratica illegale, mentre Stefano Leonetti, portavoce di TicketOne, invita gli acquirenti a non comprare i biglietti con sovrapprezzi, poiché solo così tutto finirebbe “in un attimo”.

Da quella famosa e apparentemente inspiegabile sparizione dei biglietti per il concerto di Chris Martin e compagni, un vero e proprio uragano si è abbattuto sugli artisti e sulle loro agenzie di promoter: il servizio delle Iene che ha infatti svelato come una parte dei biglietti venga addirittura venduta direttamente sul mercato secondario, a prezzi maggiorati, ha gettato nell’occhio del ciclone soprattutto la multinazionale Live Nation, che cura l’organizzazione dei tour dei più grandi artisti italiani e internazionali che passano nel nostro Paese, additandola come principale agente di vendita/truffa. Quasi il 90% del ricavato dei biglietti venduti a prezzi maggiorati dai siti di secondary ticketing, sembra che torni nelle tasche proprio di Live Nation.

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“Sconcertato..amareggiato…fortemente indignato..” si definisce Tiziano Ferro, che insieme a Giorgia, Vasco Rossi, Marco Mengoni, intrattenevano relazioni con Live Nation, ignari, a loro dire, di tutto ciò che sta emergendo. Vasco Rossi ha interrotto immediatamente ogni relazione con la suddetta agenzia, dichiarando di voler agire immediatamente per vie legali; lo staff di Giorgia ha preso le distanze dalla vicenda, dichiarando estraneità ai fatti…Un vero e proprio BOOM.

Ma in tutto ciò, udite udite, è arrivata anche la replica della stessa Live Nation, o meglio, l’ammissione di colpa; l’amministratore delegato di Live Nation Italia non ha smentito l’esistenza del sistema di secondary ticketing, anzi, ha dichiarato che spesso gli stessi artisti sono a conoscenza, nonchè partecipi della cosa (da cui l’indignazione e le smentite degli stessi); in un secondo momento un altro comunicato precisava che tali artisti fossero solo stranieri, e non italiani…

A voi tutti l’ardua sentenza! Ma alzi la mano chi, tra noi amanti di concerti, non si era mai accorto di niente come i nostri beniamini…

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