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La Tartaruga Rossa – Recensione

A Lucca Comics and Games 2016, ho avuto l’opportunità di vedere in anteprima La Tartaruga Rossa, un film d’animazione del 2016, diretto da Michaël Dudok de Wit e co-prodotto dallo Studio Ghibli.

 

Il film è praticamente muto, l’unico suono tramite il quale comunicano i personaggi sono delle urla. Il messaggio che è dietro questo film è molto profondo e di natura prettamente filosofica. Nel La Tartaruga Rossa la vera tematica è il rapporto tra l’uomo e la natura, rapporto divenuto molto tormentato negli ultimi secoli, da quando l’uomo ha deciso di sottomettere la natura a suo piacimento, ma nel film avviene il contrario.

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Un uomo naufraga su un’isola deserta dopo che la sua nave è affondata a causa di una tempesta. In preda alla disperazione, il nostro protagonista inizia a girare e ad “affrontare” l’isola, che gli offre il sostentamento necessario per continuare a vivere, ma l’intenzione non è quella di rimanerci. Il naufrago proverà svariate volte a prendere il largo con delle zattere, ma lo farà invano. I mezzi di fortuna verranno sempre distrutti dalla creatura che dà il nome al film: la Tartaruga rossa.

 

Nonostante questi imprevisto sarà la Tartaruga ha conferire una nuova speranza al protagonista, così come le varie tartarughe avranno sempre uno stretto legame col protagonista e le sue disavventure. Quindi nonostante la natura sembri, e a volte è, avversa  nei confronti del naufrago, questa offre anche una mano al povero disperato bloccato sull’isola, ma non voglio dire oltre per non farvi spoiler.

 

Passiamo al lato tecnico. Ho apprezzato molto lo stile d’animazione utilizzato, molto particolare e simile a quello utilizzato da Jamie Hewlett nell’ultimo periodo: i personaggi sono tutti animati in tecnica tradizionale, ma gli sfondi (come il cielo, il mare e la sabbia) sono foto di ambienti reali, ritoccati poi con photoshop a seconda dell’evenienza.

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Devo fare anche un plauso al sonoro, davvero ben sfruttato ma sopratutto dosato bene, tanto che sembra quasi di immergersi nell’isola. La colonna sonora del film non ha nulla da invidiare a quelle utilizzate nei film prodotti dallo Studio Ghibli, davvero molto bella.

 

Arriviamo però alle parti dolenti che rendono il film inferiore rispetto ai capolavori a cui siamo abituati dal marchio Ghibli. Innanzitutto la storia prende, dall’incontro con la Tartaruga, una piega onirica mal gestita. Sopratutto questo film è molto diluito da scene che non aggiungono nulla all’esperienza, ma annoiano e fanno notare come questo film dovesse essere un cortometraggio o un mediometraggio, non un lungometraggio.

 

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Questi punti però non rendono il film brutto, anzi, ho apprezzato molto la scelta di rendere l’animazione il vero motore del film, e non una storia complessa. Però se metti il nome dello Studio Ghibli in mezzo è impossibile non fare paragoni con i film da loro prodotti. In sostanza: andatelo a vedere, ma non aspettatevi un capolavoro!

 

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