Home » Intrattenimento » Cinema » La ragazza del treno – Recensione

La ragazza del treno – Recensione

La ragazza del treno è un film giallo  tratto dall’omonimo romanzo best seller del 2015 di Paula Hawkins. La storia è incentrata sul dramma personale di Rachel (Emily Blunt), una donna divorziata il cui ex marito Tom (Justin Theroux) tradiva ancor prima della separazione, con un’altra donna di nome Anna (Rebecca Ferguson). Per evitare di affrontare il dolore Rachel si affida all’alcool, cadendo spesso in episodi di ubriachezza anche violenta, finendo poi per non ricordare nulla di ciò che ha detto o fatto una volta smaltita la sbornia. Questa sua tendenza ad attaccarsi alla bottiglia per non pensare ai problemi costituisce apparentemente uno dei motivi della fine del suo matrimonio. Rachel ogni giorno percorre in treno la stessa tratta, per poter osservare dal finestrino la casa in cui abitava in precedenza, ora occupata da Tom ed Anna e la loro figlioletta appena nata Evie. A pochi passi dalla sua precedente dimora però, lo sguardo di Rachel dal finestrino viene catturato da un’altra abitazione in cui vive una coppia di giovani amanti, di nome Megan (Haley Bennett) e Scott (Luke Evans), e la protagonista invidia in un certo senso la loro condizione di apparente felicità e armonia.

La situazione per la nostra Rachel però precipita quando, durante uno dei suoi soliti viaggi in treno, vede chiaramente Megan tradire Scott con un altro uomo e rivive cosi il dramma del tradimento subito col suo ex marito Tom. La reazione è delle più ovvie per un’alcolizzata cronica, e culminerà nel risveglio di Rachel in bagno, con i vestiti sporchi di sangue e nessun ricordo di ciò che è successo prima di risvegliarsi in quel luogo. La storia viene narrata, come nel libro, dal punto di vista di Rachel, Megan ed Anna, ma a farla da padrone sono pensiero e azione della prima. L’interpretazione di Emily Blunt è come sempre impeccabile, riuscendo a rendere perfettamente il dolore e il tormento di Rachel senza sbagliare nulla, rivelando cosi di essere a proprio agio nella parte, seppur “imbruttita” da lacrime di disperazione e alcool. Buona la prova anche di Haley Bennett, la traditrice per eccellenza del film, bellissima e seducente, ma anch’ella segnata da un trauma profondo. Purtroppo non si può dire lo stesso degli altri personaggi, semplicemente abbozzati, in modo abbastanza approssimativo, e nessuno di loro riesce a prendere il volo e convincere fino in fondo, risultando poco credibili. Il motore vero e proprio del film è costituito dall’incapacità di Rachel di ricordare gli eventi vissuti mentre è ubriaca, creando una serie di equivoci e false verità che catturano l’attenzione dello spettatore e lo conducono in modo relativamente veloce all’epilogo, purtroppo poco soddisfacente e povero di pathos.

Da specificare però che vi sono alcuni frangenti in cui gli eventi faticano a decollare, incorrendo a tratti nel pericolo della “sonnolenza”. Ciò è scaturito soprattutto da un modus narrativo fatto di continui salti nel tempo in avanti e all’indietro che disorienta lo spettatore in molte occasioni.  Mirabile il lavoro fatto da un eccezionale Danny Elfman per quanto concerne la colonna sonora, evocativa, coinvolgente, quanto basta e anche di più, per scandire una narrazione a dir poco “complicata”.

COMMENTO FINALE

La pellicola in definitiva non riesce a trasporre sul grande schermo le stesse emozioni scaturite dal romanzo della Hawkins, peccando di superficialità nell’analisi interiore dei protagonisti. Noi però siamo qui per giudicare il prodotto in quanto “film al cinema”, ed ogni confronto con l’opera letteraria risulterebbe superfluo: è chiaro che, la maggior parte delle volte, la trasposizione cinematografica non arriva al livello qualitativo del romanzo a cui è ispirata. La ragazza del treno è dunque un film consigliato agli amanti del giallo senza troppe pretese, considerando che a farla da padrone in questo caso non è il mistero, ma l’equivoco e l’inciucio.

Comments

comments

Previous post
Emilia Clarke farà parte del film su Han Solo!
Next post
DREAM THEATER in Italia a gennaio

No Comment

Leave a reply