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31 (2016) – Recensione

Rob Zombie è sempre stato etichettato come un regista folle e allo stesso tempo geniale, le sue pellicole sono pregne di omaggi o rimandi ai vecchi film classici del genere horror, basti pensare che tra i suoi film preferiti possiamo ritrovare Non Aprite Quella Porta (The Texas Chainsaw Massacre) di Tobe Hooper o La Casa (The Evil Dead) di Sam Raimi.

I suoi film, pur ispirandosi ai classici, risentono però del suo tocco originale, il regista infatti in ogni pellicola rielabora il suo concetto di fare cinema e lo trasporta in contesti e situazioni sempre diverse e variegate, senza mai annoiare lo spettatore per troppa ripetitività.

Un regista come Zombie ha sempre diviso in modo drastico il mondo dei cinefili, da una parte ci sono quelli che l’odiano a spada tratta per ogni cosa che dirige, altri invece lo amano alla follia e farebbero di tutto pur di vedere il nuovo lavoro del regista.

Bisogna dire che Rob Zombie non nasce come regista cinematografico, ma come cantante e leader di un gruppo di musica rock con varie declinazioni in altri generi musicali.

Successivamente ha intrapreso anche la carriera da regista, girando La Casa dei 1000 Corpi, suo primo film considerato da molti anche il migliore della sua breve filmografia.

Quest’ultimo film diede il successo a Zombie che in seguito è stato riconosciuto come uno dei massimi registi della nuova generazione di registi horror.
Fra le sue pellicole di maggior successo possiamo ricordare Halloween, remake del grandioso film di John Carpenter e del suo seguito, non molto fortunato per certi aspetti.

Recentemente c’è stata una discussione accesa fra Carpenter e Zombie sulla famosa questione dei due film di Zombie dedicati alla saga di “Halloween”, opera ideata e creata originalmente da Carpenter che diede notorietà al regista statunitense.

Se in un primo momento Carpenter accettò positivamente l’idea di Zombie di riprendere in mano la sua opera più iconica, in seguito neanche a farlo apposta, Carpenter è tornato sull’argomento dicendo che non ha amato particolarmente i due film di Zombie, contraddicendo in tal modo se stesso per quello che aveva detto solo qualche anno fa.

Non sappiamo di certo se è tutto un gioco partorito dalla mente di Carpenter per far parlare ancora di se, o se è una dichiarazione non veritiera estrapolata da qualche giornalista per fare lo scoop.

Sta di fatto che Zombie ha concepito un “Halloween” solo superficialmente uguale a quello di Carpenter, ma che se ne discosta ampiamente se ci si addentra con più attenzione nei sobborghi del film.

Zombie non è di certo uno sprovveduto quando si parla di budget bassi o di pochi giorni di lavorazione.

Ne è un grosso esempio la sua ultima fatica intitolata 31, uscita neanche qualche mese fa al cinema in America per poi essere cancellata dalla programmazione per problemi distributivi.

31 è una pellicola che ha avuto diversi problemi sia per la difficoltà di trovare un cast soddisfacente che per la scrittura di una buona sceneggiatura, che potesse soddisfare sia i fan del regista che gli spettatori occasionali; ciò ha inficiato il giudizio complessivo del film, ritenendolo addirittura il suo peggior lavoro.

La distribuzione di questo film è stata molto sfortunata per Zombie, perché se in principio aveva avuto la visibilità del grande schermo, neanche dopo qualche settimana si è ritrovato il film online senza neanche volerlo, per poi infine riapprodare al cinema con la conseguenza che molti dei suoi fan avevano già visionato la suddetta pellicola sul proprio PC o Tablet.

La bellissima e sensuale Sheri Moon, piena di sangue dopo un concitato scontro.
La bellissima e sensuale Sheri Moon, piena di sangue dopo un concitato scontro.

Rob Zombie ci trascina con forza in un film marcio e pregno dei suoi vecchi stilemi, senza disdegnare qualche nuovo accorgimento per rendere più fruibile la visione del film.

31 è una pellicola che indubbiamente ripresenta le meccaniche e i vari canoni dei suoi vecchi film, non per colpa di Zombie, ma per il poco tempo a disposizione per elaborare una storia nuova e convincente.

Nonostante abbia delle pecche evidenti è una pellicola che si lascia seguire facilmente, proponendo del buon intrattenimento e una buona dose di testosterone che non guasta mai in pellicole del genere.

Zombie ormai è diventato esperto con la macchina da presa, tenta come può di sperimentare nuove riprese mai effettuate precedentemente con risultati altalenanti, non sempre sono al servizio della scena e molto spesso sono confusionarie, ma anche il film stesso lo è, tanto da perdonargli tali errori.

31 si svolge tutto in una notte, l’atmosfera che si respira è terrificante, il regista usa sapientemente le luci naturali ed artificiali, per far calare meglio lo spettatore in una vera notte da incubo.

Durante un viaggio notturno un gruppo di giovani ragazzi che dovevano partecipare ad un concerto musicale, si ritrovano assaliti da alcuni individui vestiti da clown che li trascineranno in un furgone.

Questo è solo il preambolo per una caccia all’uomo spietata, fino all’ultimo sangue, dove non sai mai con certezza chi avrà la meglio, fra i cattivi e i buoni.
Il titolo 31 è il nome dello stesso gioco al massacro elaborato da alcune persone vestite come se fossero nell’ottocento francese, per divertirsi ai danni di questi poveri ragazzi ignari della sorte che li aspetta.

In queste 12 ore circa i ragazzi dovranno attraversare varie fasi prima di riuscire a scappare da questo labirinto infinito, colmo di gente con disturbi mentali pronti ad uccidere con ogni mezzo a loro disposizione.

Rob Zombie non ha paura a mostrare gambe sanguinati o teste mozzate, ci deve essere presente ogni dettaglio che possa ricondurre allo scontro fra i pazzi squilibrati e i ragazzi che devono trovare la via di fuga dal labirinto infernale.

Anche in questo film ritroviamo simboli e raffigurazioni del nazismo in tutte le sue forme, in particolar modo uno degli assassini ricorda molto Hitler.

Purtroppo bisogna aggiungere che questi pazzi non sono poi così carismatici, ce ne sono troppi e solo uno di questi spicca in più degli altri, una caratterizzazione maggiore avrebbe giovato alla distruzione dell’empatia con i cattivi del film, invece così sembrano solo delle macchiette e nemmeno li odi fino in fondo, perché non hai il modo e il tempo di farlo.

Doom-Head
Doom-Head, uno dei pochi villain calzanti e rappresentativi alle prese con la sua vittima da sacrificare.

Il cattivo che spicca maggiormente sin dall’inizio ce lo mostra con una ferocia inaudita e assetato di violenza, è il personaggio concepito e realizzato meglio di tutti gli altri, come se fosse il prediletto dello stesso Zombie.

31 è un film per certi versi corale, data la moltitudine degli attori presenti nella scena.”

Va specificato che l’intento di Zombie non era tanto quello di spaventare lo spettatore con sequenze cruenti e raccapriccianti, mentre invece il suo scopo era quello di far divertire lo spettatore e di divertirsi lui stesso nella lavorazione, ne va dato atto di ciò.

Infine 31 è un film che accontenterà solo i fan del regista, che invece avrebbe potuto dare molto di più, soprattutto avendo un attore come Malcom Mcdowell a disposizione.

Vi lascio, infine, con il trailer del film.

 

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