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Westworld: La nuova serie di Jonathan Nolan

In principio c’era un film del 1973, Westworld, uscito in Italia con il titolo Il mondo dei robot, e scritto e diretto dallo scrittore Michael Crichton. Si immaginava un parco di divertimento popolato solo da robot dove il visitatore poteva calarsi nel Medioevo (Medieval World), nell’antica Roma (Roman World) e nel West (Western World).  Non tutto va come previsto e i robot incominciano a ribellarsi e a uccidere i visitatori. Suona familiare? E’ perché lo stesso Crichton che anni dopo rielaborerà lo stesso concept per un libro che diventerà popolare grazie anche al film omonimo di Steven Spielberg, Jurassic Park.

E’ proprio dal film di Crichton che Jonathan Nolan (fratello del noto Christopher) e Lisa Joy prendono spunto per la nuova serie HBOWestworld. La prima sequenza del pilot, diretto dallo stesso Nolan, ci mostra la vita ordinaria di Dolores, una giovane donna del West.  Si sveglia, saluta il padre e va in città. In questa sequenza ci viene inoltre mostrato il villain che ricalca il pistolero di Yul Brynner nel film di Crichton, solo con la differenza che questo Uomo in Nero, che ha il volto di Ed Harris, è di natura umana. Il giorno dopo Dolores ripeterà le stesse azioni. Infatti, lei e tutti quelli che lei conosce non sono altro macchine programmate per soddisfare i piaceri dell’uomo.

Westworld Evan Rachel Wod

A differenza del film di Crichton,  il Westworld di Nolan ci dà anche il punto di vista dei robot. Viene così esplorato il tema del libero arbitrio. Dolores e tutti gli abitanti della città seguono inconsapevolmente un copione dettato da coloro che stanno dietro al parco di divertimento cioè gli esseri umani. Non può che venirci in mente The Truman Show di Peter Weir. Il primo a dubitare della sua vita è il “padre” di Dolores e le dirà, citando William Shakespeare, these violent delights have violent ends, cioè queste gioie violente hanno fine violenta. Questa citazione riassume perfettamente il concetto di questo parco di divertimento.

I robot non sono altro che carne da macello. Muoiono ogni volta semplicemente per far divertire il visitatore pagante. Dolores in tutte le sue vite soffre per la perdita dei suoi cari ma proprio perché soffre è più di un robot e questo viene visto come un’anomalia dagli esseri umani. E’ forse un caso che gli autori abbiano deciso di chiamare il personaggio di Rachel Evan Wood proprio Dolores che in spagnolo significa appunto dolore?

Così, Westworld, che mescola western e fantascienza, riprende molti temi cari a Philip K. Dick e fin da subito Nolan ci immerge in questo mondo dove il piacere è legato alla violenza. Se vi piacciono queste tematiche, vi consiglio di seguire questa serie.

 

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