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We Can Never Go Home: Il fumetto che non ti aspetti!

Quando vado ad una fiera del fumetto, solitamente sono sempre frastornato. Vago fra i padiglioni e gli stand non sapendo quale titolo recuperare per primo in attesa di firme, incontri e qualche disegno. Ogni volta è la stessa storia: cammino inconsapevole finché non m’imbatto in un fumetto che stranamente non conosco e che puntualmente leggo per primo una volta tornato a casa.
Non sempre mi va bene, devo ammetterlo, ma questa volta sono stato molto più fortunato delle altre.
Arrivato al Romics, nello splendore (ma dove?) della sua ventesima edizione, passeggio quasi per caso vicino allo stand delle Edizioni BD quando una certa copertina di un giallo intenso mi sferra quasi un pugno sull’occhio. Mi avvicino quindi, e noto la scritta scura a gran risalto recitare WE CAN NEVER GO HOME. La cover, inoltre, ritrae la coppia protagonista stretta per mano.

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Lo sfoglio velocemente e sia i disegni che la colorazione sembrano convincermi non poco quando, ecco che un funzionario dello stand mi si accosta e mi offre molto gentilmente delle delucidazioni riguardo il titolo. L’uomo mi dice semplicemente: “Due ragazzi commettono un misfatto piuttosto eclatante e per questo si vedono costretti a fuggire sulla loro auto, per non ritornare mai più a casa”.
Insomma, penso, c’è l’elemento on the road, mi sembra ci sia uno shipping assicurato fra i protagonisti ed è disegnato da Dio, ma cosa diavolo sto aspettando?
Il fumetto per altro mi è stato meravigliosamente scontato di ben 4 euro rispetto il prezzo di copertina che, comunque, si aggira su degli onestissimi e meritati 14 euro. Me ne vado soddisfatto, sia per lo sconto che per il fatto di aver recuperato la mia prima opera bella bella, fatta apposta per aprire le danze agli acquisti.

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Arrivato a casa mi preparo subito alla lettura e non appena mi siedo con il fumetto fra le mani… scopro che non conosco nessuno fra gli autori e disegnatori che, in vero, sono un vero e proprio team, eppure questa non sarà una lista di chi ha fatto cosa. Nessun selezione di meriti, nessun preambolo del singolo artista o sviolinata a qualcuno rispetto ad altri, no. Tenterò con tutto me stesso di farvi capire quanto è importante questo lavoro fumettistico e come può facilmente diventare quasi un dovere il fatto di doverlo assolutamente prendere.
Non si fa nemmeno in tempo ad aprire il primo capitolo che sul lato compare una scritta del team creativo dove mi viene subito comunicato l’inaspettato. In poche parole il fumetto che sto per leggere è stato scritto, disegnato e colorato fra vari bar e dinner delle più grandi e sperdute strade d’America, ed anche se questo messaggio non fosse reale, tutto è determinante per sviluppare un mood nel lettore che già comincia ad entrare nella sfera emotiva dell’opera.
Quando poi le pagine iniziano a susseguirsi fra loro, e più sfoglio più la storia mi rinchiude dentro se stessa, scopro neanche alla fine del primo volume che questa trama non si sostiene soltanto su di un dramma adolescenziale dalle tinte nostalgiche ambientato fra strade desolate, ma nasconde anche un piccolo ingrediente segreto che lo rende assolutamente imprescindibile. Non è uno spoiler, ma il pizzico di genio, questo guizzo dalla lucentezza brillante che emerge nell’ultima parte del discorso è in riferimento a Madison, compagna di viaggio con il quale Duncan, l’altro protagonista, stringerà un rapporto tipicamente adolescenziale ma dai risvolti inaspettati.

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La carne sul fuoco è tanta e sta bruciando di brutto. In una narrazione che è il miscuglio esatto fra la tenerezza di Life is Strange e la crudeltà di Natural Born Killers, i protagonisti assaporano la vita oltre le mura casalinghe rischiando più volte la pelle e sbattendo il muso contro un mondo spietato, che a costo di passare sul tuo cadavere pretende di andare avanti con o senza di te. L’atmosfera stessa rievoca un continuo senso d’incompletezza tipico dei giovani: questi cieli raffigurati sempre spogli, privi di nuvole e descritti nei soli momenti del tramonto o dell’alba, quasi come fosse tutto sospeso in una cuspide che delinea con confusione e irruenza ciò che separa la fine di un qualcosa e l’inizio di un’altra.

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Per chi avesse l’onere di stringere questo fumetto fra le mani, il mio ultimo e miglior consiglio è quello di seguire alla lettera l’itinerario musicale che gli autori hanno descritto a fine volume per ogni capitolo di questa miniserie, che le Edizioni BD hanno egregiamente raccolto. Non soltanto aiuterà l’immersione in un fumetto che fa dell’atmosfera il suo punto cardine ma, in primis, espanderà in maniera quasi indecente le vostre conoscenze musicali.
Credetemi ragazzi, invidio tutti voi che dovete ancora leggere questo capolavoro!

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