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Train to Busan – La recensione

Il cinema coreano prende i generi tipicamente hollywoodiani e li reinterpreta in modo eccelso. Così, abbiamo Il buono, il matto e il cattivo di Kim Ji-woon che traspone la frontiera del West nella Manchuria del 1930, ispirandosi a Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone, ed è sempre dello stesso Kim lo spy movie The Age of Shadows, ambientato nella Corea del 1919 quando era sotto la dominazione giapponese. Non si può poi dimenticare il fantascientifico Snowpiercer di Bong Joon-ho, ambientato interamente su un treno. E’ con Train to Busan di Yeon Sang-ho che il cinema coreano tocca l’horror, in particolar modo lo zombie movie, anch’esso ambientato su un treno.

Seok Woo è un gestore di fondi ed è divorziato. Per motivi di lavoro è sempre assente per  Soo-an, la sua piccola figlia. Come regalo di compleanno, Soo-an viaggia sul treno con il padre per andare a trovare la madre. Il loro viaggio non sarà tranquillo perché, appena partiti, inizia un’epidemia di zombie in tutta la Corea. L’unica città sicura è Busan e sarà propria questa città l’ultima destinazione del treno per trovare salvezza per tutti i passeggeri.

Gli zombie di Train to Busan sono in realtà un pretesto per raccontare altro. Si prende di mira il capitalismo. Si racconta così in questo treno una lotta di classe, come avveniva tra l’altro in Snowpiercer. Lo stesso protagonista, per il lavoro che svolge, viene chiamato da uno dei passeggeri sanguisuga. Seok Woo pensa inizialmente solo a se stesso e alla figlia durante questa epidemia di morti viventi, ma questo viaggio lo aiuterà a capire che non bisogna lasciare indietro le persone, come ha sempre fatto. A non cambiare idea sarà un passeggero del treno, Yon-suk, un avido uomo d’affari che per tutto il film si preoccupa solo di curare i propri interessi, senza dare importanza alle vite degli altri. In contrapposizione ai capitalisti , in questo pellicola troviamo quello che non ha proprio niente e che non esita a pensare agli altri: un barbone che viaggia clandestinamente sul treno.

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Yeon Sang-ho in questa maniera ha imparato la lezione di George Romero e anche il suo zombie movie è un film politico. Il treno diventa non solo un modo per rendere più claustrofobica la minaccia degli zombie, ma anche un modo per raccontare un mondo pieno di cinismo.

Non mancano momenti trash come gli zombie che cadono dal cielo, ma sono voluti dal regista per non rendere questo film troppo pesante. Yeon Sang-ho non eccede troppo nello splatter, come succede spesso nella saga di Romero e negli altri lungometraggi sui morti viventi. Così, Train to Busan è una pellicola che può piacere anche a chi non è amante di questo genere.

Presentato a Cannes e in seguito alla Festa del Cinema di Roma, approderà nelle sale italiane grazie alla Tucker Film. E’ da vedere perché è il miglior zombie movie degli ultimi tempi.

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