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The Manhattan Projects: scienza senza limiti!

Non serve essere degli appassionati di scienza per conoscere i Progetti Manhattan, uno degli elementi preponderanti del secondo conflitto mondiale. Questo programma, fondato dagli Stati Uniti, aveva l’obbiettivo di creare la più elaborata tecnologia bellica, naturalmente a scopo difensivo… o almeno questa era la causa ufficiale.

E’ l’estate del 1945, la Germania si era arresa in quel di maggio, e la guerra sembrava ormai finita, se non fosse che per il Giappone il conflitto non si era ancora concluso. Furono gli Stati Uniti a mettere la parola fine alla seconda guerra mondiale, e fu grazie al risultato dei Progetti Manhattan: due bombe atomiche, una sganciata nel 6 agosto 1945 su Hiroshima, l’altra tre giorni dopo su Nagasaki. Due congegni così potenti da riuscire a spazzare via chilometri e chilometri di civiltà in pochi secondi. Era questo l’obiettivo ultimo dei Progetti Manhattan, lo studio di un arma che sfruttasse la scissione dell’atomo? The Manhattan Projects ci dà una risposta a questo quesito.

The Manhattan Projects è un fumetto proveniente dal genio di Jonathan Hickman, accompagnato nel lato grafico dai disegni di Nick Pitarra e dai colori di Jordie Bellaire, il tutto sviluppato tramite la Image Comics. Di primo acchito potrebbe sembrare noioso il presupposto che dà vita a questa serie: narrare la vera storia dei Progetti Manhattan, ma chi dubita di Hickman commette un grave errore. Lo scrittore segue gli eventi storici, non lascia che la sua narrazione possa risultare incongruente con quello che risulta essere solo la superficie di quello che è successo in quegli anni. Hickman gioca infatti con ciò che è sconosciuto, ciò che non è mai stato descritto accuratamente, cosa è accaduto realmente durante i Progetti Manhattan.

Nel 1942 il generale Leslie Groves comincia a radunare le menti più geniali del pianeta per creare un progetto che possa portare il progresso scientifico verso nuovi livelli, mai esplorati da nessuno sin a quel momento. Conosciamo i partecipanti a questo programma:

  • Jospeh Oppenheimer: un fisico americano dotato un disturbo di personalità multiple e sopratutto da un gemello tanto pericoloso quanto geniale, Robert Oppenheimer
  • Albert Einstein: noto fisico tedesco, famoso per la sua teoria della relatività, così affascinato dalla fisica da scoprire realtà parallele;
  • Enrico Fermi: fisico italiano che era riuscito a costruire il primo reattore nucleare, ma che non sembra poi così tanto umano;
  • Harry Daghlian: un fisico americano che verrà accidentalmente irradiato dalle radiazioni emesse dallo studio della bomba atomica;
  • Richard Feynman: fisico americano, l’unico apparentemente “normale” rispetto ai membri precedentemente elencati.

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Tanti altri membri si aggiungeranno a questo enorme programma, un progetto in grado di riuscire a decidere il destino del mondo tramite le proprie azioni. I partecipanti al progetto non si fermeranno davanti agli ostacoli che cercheranno di fermare il progresso scientifico, sono affamati di conoscenza, hanno “venduto” l’anima alla scienza e non si faranno scrupoli ad eliminare un (e più) presidenti degli Stati Uniti. Lo sviluppo richiede l’impegno di tante menti, e il generale Groves non ha remore ha collaborare con scienziati nazisti e sovietici per portare il mondo ad un nuovo stadio evolutivo.

Ritorniamo ad una delle domande che ho posto all’inizio dell’articolo: era l’ordigno atomico l’obiettivo ultimo dei Progetti Manhattan? Ebbene Hickman ci mostra come questo programma sia continuato a vivere nell’ombra, quasi come una setta, a cui non bastava mai ciò che il progresso portava: dalla fusione del nucleo atomico all’esplorazione dello spazio profondo, dallo studio per il perfezionamento dell’uomo alla scoperta e analisi di mondi paralleli.

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Ero circondato da individui che erano disposti a sacrificare l’intero genere umano se questo avesse permesso raggiungere i loro obiettivi. Azioni malefiche di uomini malvagi che soltanto io potevo impedire. Si pianga allora la fine del mondo. Perché quando è venuto il momento, io non ho trovato il bene in me stesso, ma solo malizia.

In ogni numero troveremo alcune dichiarazioni di Richard Feynaman, intento a raccogliere questa sua esperienza nel suo diario, il Clavis Aurea, e a descrivere le sensazioni che provava stando in compagina con degli uomini che giocavano ad essere dio. Per farvi capire cosa vi troverete davanti leggendo questo fumetto, lascio parlare due tavole del primo numero di The Manhattan Projects.

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Lo stile di Nick Pitarra, potrebbe non piacere, ma ha un tratto grottesco adatto alla storia che Hickman ha creato. Il comparto grafico viene completato da Jordie Bellaire, una delle più apprezzate coloriste di questo periodo, ma mi sento in dovere di lodare anche le cover, molto minimali ed eleganti.

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Ogni numero è un continuo mind blown, tra scienziati disturbati, presidenti massoni e tossicodipendenti, alieni, realtà parallele e cannibalismo. Tutto ciò è The Manhattan Projects, spero che questo mio articolo vi abbia incuriosito al punto da iniziare a leggere questa serie, che reputo la migliore nata dalla mente di Jonathan Hickman.

Per quanto concerne i dati editoriali, The Manhattan Projects è edito in Italia da Panini Comics, che ha riportato l’intera serie in cinque brossurati con alette, ognuno dei quali racchiude ben cinque albi americani. La serie principale si conclude in 25 numeri, ma Hickman sta producendo diverse miniserie che continuano a narrare gli sviluppi della storia principale, una di queste e The Sun Beyond The Stars, conclusa in quattro numeri.

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