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Inferno: arte, cultura e Divina Commedia nel nuovo capitolo

Dopo sei anni Tom Hanks torna nelle sale internazionali nei panni del Professor Robert Langdon su uno sfondo che gioca tra arte e cultura, Inferno, è il nuovo capitolo. Eravamo rimasti nel 2009 con Angeli e Demoni, stesso scrittore, Dan Brown, stesso regista, Ron Howard, stesso scenario misterioso e brillante ma con la cornice della nostra capitale, Roma.
Questa volta Brown, con l’aiuto visivo di Howard, ci catapulta nell’inferno Dantesco popolato da disperazione, morte e dolore. Il Professore, esperto simbolista all’Università di Cambridge, questa volta dovrà lottare contro una malattia letale. Ovviamente non sarà facile, soprattutto quando Langdon ha a che fare sempre con poliziotti corrotti e ambasciate che non collaborano.

Così, tra un giro panoramico di Firenze, gironi dell’inferno inscenati in strane visioni e battute rivolte a noi Italiani, il film decolla. Nel cast troviamo anche Felicity Jones nei seducenti panni di una dottoressa, Sienna Brooks, coprotagonista insieme a Hanks. Il professore si sveglia in un letto d’ospedale a Firenze, in preda ad allucinazioni e ferite varie, intorno a lui nessuno che può aiutarlo, neanche la sua memoria dato che non ricorda più nulla.

Lo scenario si presenta tragico: Bertrand Zobrist (Ben Foster), un maligno ed eccentrico miliardario, ingegnere genetico svizzero, decide di creare un pericoloso virus. Servendosi della peste nera come esempio, pensa risolvere il problema della sovrappopolazione, eliminandone la metà; suicidatosi pochi giorni prima. Il professore, con l’aiuto della dottoressa, cercherà di risolvere i diversi enigmi sparsi tra Firenze, Venezia ed Instabul.

Una lotta contro il tempo, inseguiti da diverse agenzie private per mettere le mani sul virus e venderlo al miglior offerente. La cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Palazzo Vecchio, la Torre del Bargello porterà i protagonisti alla Galleria degli Uffizi a scoprire altri indizi nel dipinto del Vasari, aiutandosi con versi della Divina Commedia. Il sequel di Angeli e Demoni, Inferno, ci tiene sempre in suspanse, alla ricerca di un nemico che non c’è più ma che ha lasciato spazio ai suoi successori. Per la prima volta nella trilogia Langdon si trova smarrito, perso, disperato e distrutto. Non sa cosa deve fare, a chi credere o come reagire. Ed è proprio l’insicurezza e indecisione di Langdon che porta lo spettatore a venire catapultato tra vari gironi dell’inferno Dantesco: sofferenza e crudi e grotteschi incubi. L’aiuto della dottoressa sarà vitale per la memoria e il tempo a disposizione.

La scenografia macabra è sicuramente padrona della pellicola: ogni luogo è saggiamente utilizzato e studiato, le visioni sono surreali, il rosso del sangue è onnipresente. Infine Ron Howard ha riconfermato la sua spiccata bravura a sapersi destreggiare tra i libri di Dan Brown, rebus e misteri. Quindi preparatevi a visitare gli inferi Danteschi e …”lasciate ogni speranza o voi ch’entrate“!

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