Home » Games » Modellismo » HGUC MSN-06S Sinanju – Recensione

HGUC MSN-06S Sinanju – Recensione

L’MSN-06S Sinanju è uno dei modelli più popolari degli ultimi tempi, tanto che, di recente, è stato messo in commercio il Real Grade e annunciato un SD-EX Standard a lui dedicati. Disegnato da Hajime Katoki (Stardust Memory, Endless Waltz, Gundam Unicorn), mecha designer molto apprezzato dai fan di Gundam, questo caratteristico MS è un omaggio più che diretto alla storica “Cometa Rossa”: l’utilizzo prevalente del rosso, antenna e numerosi razzi che suggeriscono elevata mobilità sono sempre stati i segni di riconoscimento dei Mobile Suit di Char Aznable.

L’High Grade Universal Century Sinanju non delude i fan, e propone un modello semplice ma che ben rappresenti la Seconda Venuta della Cometa Rossa.

Per quanto riguarda i problemi del modello, essendo un HGUC uscito nel 2011, ne presenta alcuni: seam lines frequenti e consistenti, nub marks non sempre collocati in posizioni favorevoli e articolazioni mediocri. Inoltre, delude il fatto che non abbia il bazooka, e gli adesivi sono davvero troppi. Si consiglia pertanto questo modello a un fan del Sinanju in grado di compensare i difetti basilari del modello con competenze e attrezzi adeguati. Per sostituire completamente gli adesivi, sono necessari: verde (mono-eye e mirini) e oro (ovviamente, tutte le parti dorate sono adesivi). Inoltre, se si cerca l’accuratezza totale al modello animato, è necessario anche un grigio scuro per i thruster più piccoli modellati in rosso.

Nonostante i difetti tipici di un gunpla di questo tipo, l’HGUC Sinanju non delude, e offre un modello molto solido e che riesce a intrattenere per 4-5 ore in caso si voglia semplicemente costruire e mettere insieme il modello senza pittura.

Il prezzo è abbastanza elevato (2600 yen), ma per un modello di questa stazza è più che adeguato.

E’ presente anche una versione Titanium Finish al prezzo di 5200 yen.

Vi ricordiamo di seguirci QUI sulla nostra pagina Facebook, QUI per il nostro gruppo, sempre su Facebook.

 

Comments

comments

Previous post
Manchester by the Sea - La Recensione
Next post
Train to Busan - La recensione

No Comment

Leave a reply