Vendetta. Ecco la parola chiave. Sebbene sia un tema trito e ritrito, in Nocturnal Animals è presentato in forma totalmente nuova grazie ad un elemento: la narrazione. Vendetta in ogni sua forma, dalla giustizia alle questioni personali. Non aggiungo altro a riguardo, per via di una pesante spada di Damocle chiamata “Spoiler“.

In Nocturnal Animals la narrazione nella narrazione è utilizzata in maniera del tutto originale, infatti i film che di solito seguono una storylineda un racconto o da un romanzo presente nel film, sembrano voler prenderne le distanze, mettendo quella storia in secondo piano. Non è questo il caso, anzi, qui la storia del romanzo sembra essere la linea narrativa generale. Una storia lineare che ha come tema la vendetta, come si era detto. Il film gioca molto sul rapporto romanzo-flashback-realtà, tre generali linee narrative che scorrono mescolandosi in determinate occasioni, il ché gioca a favore di uno dei punti centrali del film: il ritmo. Lo spettatore non prende mai fiato. Dalla romanzata violenza, ai piccoli problemi di coppia. Sicuramente qualcosa di notevole e raro da trovare in un film, soprattutto se la sua intenzione è tener alta l’attenzione fino all’ultimo frame.
Il volto di Jake Gyllenhaal ormai è la fondamenta del personaggio che interpreta in ogni film. Pazzia. Frustrazione. Rabbia. Questi elementi si fondono sempre con particolari sfumature differenti. In questo caso, anzi, in questi casi (poiché sono due i personaggi), la frustrazione è la sua arma centrale. L’elemento di riscatto-giustizia è ciò che lo porta alla vendetta. Nella narrazione romanzata Jack Gyllenhaal è circondato da personaggi estremamente ben caratterizzati, come lo strepitoso Michael Shannon (il famoso generale Zod di L’Uomo D’Acciaio), che qui interpreta uno sceriffo intenzionato ad aiutare il protagonista, Edward, per un motivo ben preciso, che svelerà verso la metà della vicenda. Quindi, per tutta la narrazione, si comporterà in maniera molto ambigua.

Il personaggio di Amy Adams non necessitava di eccessiva caratterizzazione, ma è proprio qui la sua bravura, poiché il personaggio doveva esprimere tristezza e sconforto con un fare molto sofferente, e l’attrice “Vicentina” l’ha rappresentato in maniera sublime.

Nonostante il regista non sia tale di professione, infatti è uno stilista, ha una regia assai particolare. Si respira infatti un clima molto alla David Fincher. Infatti ci sono momenti di terrore non costruiti dalla regia ma dal clima molto cupo, tant’è che la fotografia è uno dei punti centrali della pellicola. L’aria che si respira sembra essere pesante, cupa, sembra opprimere i personaggi, non lasciando a loro spazio, riprendendo infatti la metafora precedente, la fotografia ricostruisce una spada di Damocle, solo tramite i colori cupi, nella mente dello spettatore.

Per farla breve, Nocturnal Animals è una perfetta metafora sulla vendetta quotidiana, ed in particolare, una vendetta sulla fiducia (so che questa affermazione è enigmatica, ma non posso esprimermi in altra maniera per evitare spoiler gratuiti). Ogni singolo dettaglio nella narrazione secondaria ed è rappresentato da qualche elemento particolare nella narrazione del romanzo e questa è una trovata assolutamente raffinata e presentato con estrema coerenza narrativa. Un film forse perfetto, un raro caso in questi tempi, cosa da non sottovalutare.

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