Jason Bateman dopo l’acclamato Bad Words torna dietro la macchina da presa per la sua seconda opera cinematografica, il film La Famiglia Fang, una miscela esplosiva di comedy, drama, grottesco e mistery. Nel mondo del cinema è risaputo che il secondo film è spesso quello più strano, sia in positivo che in negativo e può sorprendere lo spettatore o destabilizzarlo, complice è la voglia dei registi di sperimentare e raccontare qualcosa di nuovo per non diventare le maschere di loro stessi, ma non sempre riescono a fare centro come vorrebbero.

In questo caso però, Bateman centra perfettamente il bersaglio, regalando una delle sue migliori interpretazioni e una regia sapiente, curata nei minimi dettagli, come la stessa sceneggiatura, costituita da un forte amore per i suoi personaggi e per le vicende narrate nell’opera. Il film più prosegue e più diviene complesso, articolato e duro da digerire, un po’ come la vita di tutti i giorni, con le sue gioie e le sue tristezze, perché non esiste o il bianco o il nero, esistono anche i colori, l’arcobaleno.

Il bello del cinema è anche questo, sedersi in sala senza sapere cosa ci si aspetta, tutto inizia come una commedia e successivamente prende una piega totalmente inaspettata. Protagonisti del prodotto sono due fratelli sulla quarantina, Baxter e Annie, cresciuti entrambi pieni di dipendenze da alcol e droghe, brutti ricordi e turbati da un’infanzia che non hanno mai accettato a causa dei loro genitori, due amanti della sperimentale performance art e degli scherzi sociali in cui erano coinvolti anche i due figli.

Jason Bateman e Nicole Kidman in una scena dal film
Jason Bateman e Nicole Kidman in una scena dal film

Dopo il distacco dai genitori e la conseguente età adulta, Baxter è diventato un famoso scrittore di libri fantasy ma ha un blocco creativo che non gli consente di proseguire con la sua carriera, Annie vive una forte crisi a causa del suo declino come attrice cinematografica e la totale assenza di amore nella sua vita. Entrambi vivono nella filosofia del carpe diem, del cogliere l’attimo e non pensare alle conseguenze, come gli avevano insegnato i genitori, ma per i due è totalmente impossibile.

A causa di un imprevisto, Annie e Baxter incontreranno nuovamente il padre e la madre, i quali li coinvolgeranno in una storia misteriosa e senza esclusione di colpi. Il film La Famiglia Fang racconta il difficile rapporto tra due figli con i loro genitori ma anche il rapporto di due figli d’arte con un padre, artista estremo ed egoista, in grado di mettere l’arte davanti ai suoi stessi figli, distruggendoli fino a dentro le viscere per farli incosapevolmente rinascere dalle proprie ceneri, come le fenici.

L’opera regala un grande insegnamento allo spettatore, cerca di mandare un messaggio che nella complessità del film può comunque essere decifrato chiaramente: Qualunque cosa accada nella tua vita, non devi mai essere schiavo di quell’avvenimento perché se si crede nel cambiamento, alla fine ci si riuscirà a distaccare da quel trauma o problema che ci affligge.

Le persone hanno sempre paura di uscire dalla loro zona di comfort per la paura di fallire e perdere sempre di più ciò che si sono guadagnati con sudore, il timore che tutto crolli come un castello di sabbia. Ma non è così, basta essere forti, credere in noi stessi e tirare avanti, perché dopo il cattivo tempo, c’è sempre il sole.

Jason Bateman riesce totalmente a distaccarsi dalla visione stereotipata dei personaggi da lui interpretati, dimostra di essere un ottimo attore versatile e altrettanto come regista, Nicole Kidman non riesce nemmeno a muovere il viso perché è più botulino che donna, però la sua interpretazione è ugualmente intensa. Christopher Walken è la ciliegina sulla torta, il Deus Ex Machina che muove i fili dell’opera, il mostro della paura che controlla i due protagonisti stanchi ormai di subire la follia di un padre che non è mai stato tale, perché impegnato a creare arte dimenticandosi del resto.

Il film debutterà in tutte le sale italiane dal 1 settembre 2016.

 

 

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