La serie più controversa e macabra che il web abbia mai visto. Don’t Hug Me I’m Scared è un’esperienza assolutamente unica per uno spettatore medio della rete, definirla serie è forse tecnicamente sbagliato. Gli eventi sono, infatti, collegati da piccoli dettagli l’una con l’altra, ma possono essere benissimo considerati singolarmente, fatta eccezione per l’ultima puntata.

In ogni singolo episodio viene trattato un tema differente, in un modo singolare: il tema prende una determinata piega finché questa non viene ribaltata, mostrando la sua esasperazione e ciò che ne comporta. Questo in linee generali, ovviamente.

La prima puntata può sicuramente essere considerata a sé stante. Sia perché non vi sono caratteri che la legano alle altre puntate, sia per il tema distaccato, perfetto per essere considerato un punto di partenza: la creatività. Secondo gli autori, se la creatività è portata allo stremo, può segnarne la morte! Ma la causa di questo, è proprio l’assenza di libera creatività a partire dall’infanzia. Pensate alla forza di questo messaggio ed al modo in cui é stato trasmesso… Una serie web quasi caricaturale dei programmi infantili, ma, ovviamente, destinata ad un pubblico adulto. Sarebbe forse inopportuno approfondire ogni singola puntata, dato che il significato è quasi sempre difficilmente intellegibile, e gioca molto sull’interpretazione personale dello spettatore, il ché é sicuramente uno dei suoi punti di forza.

Questa serie è il risultato di una mescolanza di personalità differenti. Si va infatti dai pupazzi tipici degli show infantili, ripresi poi da programmi più adulti, al surrealismo “gotico” di David Lynch. Il tutto unito ad una lieve atmosfera creepy, con storyline secondarie, ed easteregg di vario genere, che le hanno attribuito grande notorietà per chi bazzica spesso il mondo del web, intento a risolvere i suoi misteri. Ed ecco qui il suo problema principale, il “popolo della rete“, piuttosto che sviscerare ogni video per capirne i temi in maniera molto più approfondita, ha cercato indizi assolutamente superflui (almeno fino alla puntata 6) su piccoli easteregg riguardanti il personaggio del padre. Questo, a mio avviso, è il modo più sbagliato per approfondire Don’t Hug Me I’m Scared, ovvero, tentare di seguire una pista secondaria per capire la principale, praticamente smarrendosi in particolarità quasi superflue, ed è un peccato. Ovviamente non è possibile seguire una lineare storyline, in quanto è (quasi) completamente assente.

Diciamo che la narrazione è di “Lynchana memoria” per vi dei contenuti e della struttura. Anche se una certa linearità e coerenza narrativa, c’è, e non è da sottovalutare. I temi trattati sono: creatività, tempo, amore, computer, cibo salutare e sogni. Ognuno di questi portato all’esasperazione nella mente dei tre protagonisti fino a rovesciarlo del tutto. I tre personaggi intervengono nei confronti del personaggio “educatore” della singola puntata, ma tutti hanno sicuramente una mentalità infantile, dal non capire le cose più banali, fino al totale disinteresse, a tratti quasi cinico, per poi arrivare all’essere saccenti in maniera arrogante. Questo ovviamente per attribuire personalità in poche puntate, così da rendere identificabile subito ogni personaggio.

Insomma, se siete appassionati di Lynch, o se, semplicemente, avete un particolare gusto del macabro ed un piacere nell’essere provocati e scossi, questa serie web fa per voi. L’unico punto su cui vi ammoniamo, come già detto, è il fare attenzione più ai temi ed al messaggio, piuttosto che ai segreti minimali da sviscerare. Speriamo possiate assaporare in pieno questo (raro) capolavoro del web e che possiate farne tesoro, approfondendo gli argomenti in questione, levigando la loro apparente superficialità.

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