In questi ultimi giorni Bandai ha rilasciato sul mercato italiano un nuovo prodotto facente parte della linea “Super Robot Chogokin”: il Giant Robot protagonista dell’omonimo anime. Questa serie, ambientata in un futuro parallelo, narra la storia di due potenti organizzazioni che si fronteggiano sullo scacchiere internazionale, la Società Segreta BF e l’Organizzazione di Polizia Internazionale. Al fianco di quest’ultima c’è Daisaku Kusama, spalleggiato dal suo enorme Giant Robot: un mecha dall’apparenza retrò ma dall’enorme potenza e dall’origine poco chiara.

Grazie alla collaborazione di Nicola Ragno, proprietario della fumetteria  Il Pianeta dei Saiyan, abbiamo potuto provare il modello e darvi una nostra opinione a riguardo.

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CONFEZIONE

La scatola dov’è contenuto il robot presenta uno sfondo nero. Nella parte anteriore è presente un’immagine del robot, con in alto il logo della linea “Super Robot Chogokin”, ed in basso ovviamente i soliti loghi della Bandai e Tamashi Nation. Appena estratto il blister in cui è contenuto il robot e i vari accessori dalla scatola principale, si percepisce subito la massiccia presenza di componenti in metallo e il notevole peso del prodotto. Nota dolente sono però gli accessori, molto pochi per un robot facente parte della linea “super robot chogokin”, che ha avuto quasi sempre la caratteristica di avere un numero abbastanza discreto di questi ultimi.

 

 

 

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ANALISI

A prima vista il mecha appare subito massiccio, grazie alla presenza di metallo soprattutto nella struttura interna, ma anche con qualche accenno sull’armatura del robot. La plastica usata è opaca e di media qualità. La testa è fatta completamente in plastica, con dettagli accettabili soprattutto sul volto che, grazie all’articolazione presente alla base del collo, può ruotare di 360 gradi. Anche le spalle, inoltre, permettono di far ruotare le braccia completamente di 360 gradi. L’articolazione del gomito permette una rotazione completa su se stessa, e si piega fino ad un massimo di 90 gradi, mentre non è presente alcuna articolazione del polso, quindi le mani girano su se stesse a fatica. Su entrambi i polsi son presenti dettagli in metallo riconoscibili per il colore rosso. Il bacino invece è praticamente bloccato per la presenza della massiccia armatura. Per questa ragione il busto può solo ruotare leggermente a destra e sinistra e spostarsi leggermente verso il davanti. Presenti sulla zona della vita dei cannoncini in plastica che arricchiscono l’intera struttura del mecha. Per quanto riguarda l’articolazione presente nella zona del bacino, invece, essa permette il movimento delle gambe che avviene tramite scatti, come anche il ginocchio che si piega all’indietro con un’angolazione di 90 gradi. Alle caviglie son presenti altri dettagli in metallo sempre di colore rosso. Grazie alle articolazioni, presenti ad entrambe le caviglie, il piede ruota completamente su se stesso. Nella parte posteriore del robot son presenti tre viti a vista, tra cui una delle quali viene nascosta se si aggancia il jet pack al mecha.

 

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ACCESSORI

Come si accennava in precedenza, gli accessori forniti dalla scatola sono pochissimi. Sono presenti una coppia di mani intercambiabili (ed una singola), una serie  di missili che possono essere inseriti sulle clavicole (togliendo i due pezzi rossi e sostituendoli con questi), ed infine il jet pack, accessorio caratteristico di questo particolare mecha, realizzato in maniera discreta con plastica all’esterno e qualche accenno di metallo all’interno. Uno dei due serbatoi si può staccare dalla base del jetpack e, mediante una linguetta che funge da guida, è possibile alzarlo fino all’altezza della spalla per farlo diventare un missile.

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CONCLUSIONE

Bandai, con quest’ultimo prodotto della linea Super Robot Chogokin non ha pienamente soddisfatto le aspettative degli amanti della serie: il mecha è rappresentato non in maniera eccelsa come in altri prodotti (src Mazinger Z, Great Mazinger), ma in modo appena sufficiente. I difetti principali sono la posabilità, molto ridotta per l’armatura massiccia del robot, ed il prezzo fin troppo elevato per un prodotto della serie Src. In conclusione ci troviamo di fronte ad un prodotto non del tutto consigliabile, ma che gli amanti della serie potrebbero sempre considerare di acquistare in futuro per completare la propria collezione.

 

Ringraziamo ancora  Nicola Ragno, titolare della fumetteria Il Pianeta dei Saiyan per la sua disponibilità.

 

 

 

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