Intervista ad una delle voci più importanti ed iconiche del panorama, un timbro  che ha cresciuto intere generazioni, grazie alla passione che ci regala ad ogni suo lavoro, ecco a voi Ivo De Palma (per facilitarvi il compito è il maestro che ha dato la voce a Pegasus dei Cavalieri dello Zodiaco).

Racconta i tuoi inizi come doppiatore, i primi personaggi che hai doppiato e il diverso approccio che apportavi ad ognuno di essi.

I primi personaggi durante due annetti di gavetta non li ricordo. Il primo protagonista fu Mirko di Kiss Me Licia (sia nel cartone che nel successivo telefilm), personaggio abbastanza semplice, ma che all’epoca mi diede comunque del filo da torcere perché dovevo ancora maturare per bene dal punto di vista artistico e tecnico, considerando che tutti gli altri miei colleghi, in quell’avventura, erano già molto bravi. Seguirono svariati altri giovanotti dell’animazione giapponese con caratteristiche non molto dissimili, quindi l’approccio fu quello effettivamente più adatto alle mie caratteristiche vocali e alla mia esperienza, che via via potè consolidarsi. Fortunatamente, Pegasus arrivò qualche anno dopo, quando mi ero fatto un po’ le ossa ed ero pronto a cimentarmi con un ruolo decisamente più impegnativo.

Cosa vuol dire per te essere un doppiatore?

Sono a tutti gli effetti un attore vocale, cioè un attore che lavora sui quattro grandi poteri espressivi della voce:
– creare scenari nell’immaginazione di chi ascolta
– associare alla suggestione del timbro vocale la potenza del significato
– evidenziare, attraverso ciò che si dice, quel che pur restando sottinteso deve comunque arrivare
– regalare, conseguentemente, emozioni

Che percorso hai seguito per svolgere la professione che svolgi attualmente?

Siamo attori, quindi dizione, recitazione e canto sono indispensabili.

Quanti personaggi hai doppiato? Elenca e motiva quelli che ti porti ancora oggi nel cuore.

Impossibile riassumere qui oltre 30 anni di carriera, comunque, oltre a Pegasus, ricordo con piacere il Devilman dei tre OAV, Toki (nei più recenti film, non nella serie classica), Kanbei Shimada (Samurai 7), Dottor Muraki (Eredi del Buio), Suitengu (Speedgrapher, Soji Mikage (Utena), Fuuma Mono (X).

Che attore o protagonista di un cartone animato avresti voluto doppiare?

Fosse per noi, li doppieremmo tutti noi. Per rispetto ai colleghi non rispondo mai a questa domanda.

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In quale personaggio, di cui hai prestato la voce, che più ti ha rispecchiato?

Cerchiamo sempre di mettere un po’ di noi (nel bene e nel male) in tutti i personaggi che doppiamo. Poi è chiaro che loro sono molto più di noi, nel bene e nel male.

Sii sincero… Pegasus è il tuo cavaliere dello Zodiaco preferito?

Certo. Però ce ne sono anche altri, per esempio Scorpio (perché focoso come Pegasus), e poi Sirio e Mur (perché all’opposto di Pegasus).

Guardi film e serie tv? Qualcuno che ti ha davvero colpito?

No. Non seguo serie tv. Il mio film preferito è “Il Cielo sopra Berlino”, di Wim Wenders.

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Che musica ascolti?

Ero un espertone attorno ai vent’anni (West Coast, rock blues inglese e americano, ma anche la New Wave di quegli anni), poi mi sono dedicato ad altro.

Il volto di un doppiatore è più complicato riconoscerlo rispetto a quello di un attore ovviamente, quindi quando sei stata riconosciuto la prima volta la tua reazione qual’è è stata?

Ora è più facile che accada, perché i social diffondono anche il nostro volto. Alle fiere comics è normale che mi riconoscano. A volte accade anche altrove e allora il problema è “come” e “dove” accade. Può anche essere imbarazzante, se qualche fan ti riconosce e si profonde in genuflessioni di fronte ad altra gente del tutto ignara. Una volta mi è capitato sul tram, dove non avevo vie di fuga, e in quel caso è stato sicuramente più piacevole per quell’appassionato che per me.

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