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Tartarughe Ninja 2 – Fuori dall’ombra

Ci sono marchi destinati a vivere in eterno, un esempio sono le Tartarughe Ninja che ancora oggi, un po’ come Masters Of The Universe riescono a mettere di comune accordo le vecchie e le nuove generazioni di fan, dimostrando di essere sempre più un manifesto della pop cultura internazionale. Dopo un primo capitolo deludente e di rilancio, nessuno si aspettava un seguito per le Ninja Turtles, invece Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra come da titolo, compare improvvisamente nel palinsesto cinematografico e sorprende lo spettatore, tenendolo incollato alla sedia come con lo scherzetto dell’attak che i compagni di classe ti facevano alle elementari.

Sia chiaro, il film ha comunque i suoi difetti ma riesce ugualmente a creare una forte dose di intrattenimento, complice è la buona scrittura dell’opera e i tantissimi momenti action, sia adulti che bambini si divertiranno insieme, senza troppe pretese. Nel primo capitolo del 2014, il regista Jonathan Liebesman cerca ispirazione nelle figure di Marc Webb e Christopher Nolan per costruire la sua idea di rilancio, avvicinandosi ad una matrice troppo reale e confusionaria, floppando alla grande e non si capisce dove il regista voglia andare a parare, addirittura la trama è un plagio non molto velato di The Amazing Spiderman (basti pensare alla scena della bomba).

Il nuovo regista, Dave Green, gioca al contrario, non ripercorre una strada che non ha funzionato ma gioca di attacco, porta nell’opera cinematografica un forte cambiamento delle carte in tavola, è il cinema di fantascienza a giocare il ruolo fondamentale, le Tartarughe non sono sole nell’universo e tramite l’apertura di un varco spazio-temporale incontreremo un grande nome della saga, il villain Krang, che gli appassionati conosceranno fin troppo bene.

Il film introduce non solo Krang ma diversi personaggi importantissimi nella storia della Tartarughe Ninja, primo su tutti è la figura di Casey Jones, nel film troppo macchiettistica ma gestita ugualmente bene, Stephen Amell è uno tra i pochi attori di serie tv dedicate ai fumetti ad essere riuscito a togliersi di dosso il costume (nel suo caso da Arrow) per entrare in un nuovo personaggio e risultare convincente. Altri nomi non da poco sono Rocksteady e Bepop, il primo interpretato dal noto wrestler Sheamus.

Rocksteady Sheamus 

Tralasciando l’entrata in scena di questi personaggi, Shredder (Brian Tee) non diverte, non sorprende e non lascia niente allo spettatore, sembra quasi che nessuno degli sceneggiatori sappia rendere giustizia ad un ruolo così fondamentale nella storia TMNT.

Le quattro tartarughe sono molto similari per i loro atteggiamenti a quelle della serie animata ma davvero brutte dal punto di vista della costruzione in CGI, troppo aggressive, grosse e coatte nel senso negativo del termine. Un punto a sfavore è l’introduzione del Tecnodromo, scena troppo similare all’entrata dei Chitauri in The Avengers, non c’è stile e modo di dirigere il momento, sembra quasi che il regista abbia preso pari pari le inquadrature di Joss Whedon e apprezziamo il richiamo, però un po’ di originalità non guastava certamente!

Megan Fox nel ruolo della reporter April O’Neil fa il giusto per cui è stata scritturata, in questo caso è la bellezza a vincere, non tanto l’interpretazione.

In conclusione, Tartarughe Ninja – Fuori dall’Ombra è quasi un prodotto al livello dello storico Tartarughe Ninja II degli anni 90 ma non funziona completamente, in compenso lo spettatore porterà a casa un ricordo, diverse risate e una bella serata tra amici. Adesso, la vera carta da giocarsi sarà il terzo capitolo e l’introduzione di nuovi cattivi direttamente dall’altra dimensione. Il film vale quasi totalmente il prezzo del biglietto.

Dita incrociate per il terzo capitolo, fan delle Turtles!

Il film esordirà nelle sale italiane dal 7 luglio 2016.

 

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