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It Follows – Recensione

Dopo ben 2 anni dall’arrivo nelle sale cinematografiche americane, anche in Italia è arrivato It Follows di David Robert Mitchell. Il film gode di un ottima Maika Monroe che interpreta la protagonista Jay, affiancata dai suoi amici di sempre Paul, Greg, Yara e Kelly. Trattiamo di un film horror/thriller, che finalmente possiamo chiamare tale.

Jay, classica adolescente, esce con un ragazzo e insieme decidono di fare sesso, grave errore visto che il ragazzo era “vittima” di loro. Loro chi sono? sono persone normalissime, che inseguono camminando piano piano la loro vittima, con ovviamente lo scopo di ucciderla. Hanno sembianze di persone vicine alla vittima, conoscenti, amici o persone che ha visto una sola volta nella vita magari, e tutto questo circolo di “inseguitori” è iniziato proprio dal ragazzo che appunto, ha trasmesso anche alla nostra Jay questo “pericolo”. Ed è proprio da qui che parte il suo viaggio in ricerca di risposte e sopratutto alla ricerca di un modo per fermare tutto questo.

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Abbiamo di fronte un prodotto che vuole far emergere tutte le paure, ansie e preoccupazioni che tutti gli adolescenti sopratutto hanno, senza scordare che l’argomento su cui si basa tutto il film è il sesso, e questa “malattia” che viene trasmessa tramite questo. Viene messa benissimo in mostra l’enorme paura che si ha quando un adolescente fa sesso per la prima volta magari, oppure quando non si ha mai la certezza piena di farlo con la persona giusta, qua è leggermente diverso, ma il concetto è lo stesso. Jay deve assolutamente trovare un modo per sconfiggere queste “cose” che la perseguitano, se a lei è stata trasmessa con il sesso, come pensate che possa cercare di risolvere la questione? e sopratutto a chi si affiderà per ritrasmettere la stessa cosa che è stata passata a lei durante una notte di follia? Risposte che vi aspettano al cinema. Un grandissimo applauso va fatto alla colonna sonora, che accompagna per tutto il film e che sopratutto sa trasmettere la giusta emozione e sensazione della scena in corso. Mitchell ha sfornato un gran film, che lascia allo spettatore qualcosa alla fine e sopratutto ipnotizza lo spettatore con un eleganza fatta di dettagli piccoli e grandi, creando una tensione (capace di sfociare in spaventi a sorpresa mai banali, anzi) che è quella dello stato di costante smarrimento e di perturbazione esistenziale dei suoi protagonisti.

 

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