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Crash Bandicoot: il ritorno è davvero un bene?

Come tutti saprete Crash Bandicoot sta per tornare. Durante l’E3 2016 infatti è stata annunciata la presenza del personaggio nel nuovo Skylanders Imaginators, ultimo titolo della serie Skylanders che vede l’interazione di videogioco e giocattolo. La statuetta legata al Bandicoot più famoso di sempre è (per ora) compresa solamente in una limited edition del gioco: la “Crash Edition”. Inoltre è stato annunciato che, l’anno prossimo, vedrà la luce una remaster dei primi tre Crash Bandicoot per Playstation e, anche questa riedizione, verrà curata da Vicarious Visions, sviluppatore della serie Skylanders.

Come mai questa scelta di riportare in auge Crash Bandicoot?

Sono anni che si richiede a gran voce un ritorno della prima mascotte Sony e quest’ultima non ha fatto altro che stuzzicare la nostra attenzione, negli ultimi anni, con immagini relative a Crash su Facebook e Twitter. Non scordiamoci anche di questo frame nel trailer live action di Playstation 4, mostrante un cartello stradale rappresentante la silhouette di Crash Bandicoot; ma anche il più recente Uncharted 4, che prevede un capitolo in cui Nathan Drake gioca al primo livello del primo titolo dedicato a Crash.

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A richiedere tale ritorno, però, siamo stati solo noi fan di vecchia data, le nuove generazioni a stento hanno visto una Playstation 2, figuriamoci Crash. Quindi Sony, tramite la remaster annunciata, sta cercando di sondare il terreno: sono solamente i giocatori hardcore che rivogliono Crash o anche le nuove generazioni possono essere interessate a questo franchise? Ed i base a ciò decidere di sviluppare, o meno, nuovi titoli dedicati al personaggio

Rendiamoci conto però che il gameplay della trilogia di Crash Bandicoot, sviluppata dai Naughty Dog, è ormai vecchiotto agli occhi delle nuove leve, anche Nintendo, ad esempio, ha dovuto rinnovare i suoi platform e ha fatto ciò tramite i nuovi Super Mario 3D usciti per Wii U e 3DS, così come i meno recenti Mario Galaxy per Wii. Tramite tale manovra Nintendo è riuscita egregiamente a rinnovare un brand che era rimasto legato, prevalentemente, agli amanti dei platform in due dimensioni e di Mario stesso.

Bisogna quindi dare una svecchiata anche al gameplay di Crash!

Non una svolta che vada a stravolgere il core gameplay della serie originale, come fece Sierra Entertaiment nel periodo PS2 per intenderci, ma delle scelte che vadano a rendere il titolo fresco e divertente anche a distanza di 20 anni. Un gameplay come quello di Skylanders sembrerebbe adatto ad un nuovo gioco di Crash Bandicoot. Non dimentichiamoci che Vicarius Visions  ha anche lavorato a diversi giochi sul personaggio, usciti principalmente per Gameboy Advance. Titoli senza infamia e senza lode che prevedevano un gameplay basato sulle due dimensioni per necessità intrinseche della macchina su cui giravano, ma che comunque si lasciavano tranquillamente giocare. I presupposti comunque sembrano rosei per un futuro titolo sviluppato da zero da Vicarius Visions, ma potrebbero comunque esserci dei risvolti negativi. Non sempre infatti i reboot si sono rivelati essere delle manovre senza pecche.

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La manovra dei reboot

I reboot videoludici sono sempre un incognita. Ritrasformare e/o dare una rinfrescata ad un brand storico non è facile, perché si rischia sempre di fare più male che bene. Solitamente stravolgere lo stile del franchise non è la mossa vincente ed è questo il caso di giochi come Golden Axe e Bionic Commando, odiati sia dal pubblico che dalla critica. Talvolta, invece, si punta a dare una semplice rinfrescata alle meccaniche di gioco, portando innovazioni necessarie a rendere il titolo interessante anche secondo i nuovi canoni videoludici. Quest’ultimo caso porta diversi esempi, alcuni riusciti altri meno: Tomb Rider è un reboot che ha giovato moltissimo al brand, dopo tre capitoli davvero fiacchi su XBOX 360 e PS3, Eidos è riuscita a far evolvere il concept originale dell’omonimo franchise, prendendo spunto dalla serie Uncharted. C’è chi però non è riuscito, tramite uno svecchiamento, a rendere il proprio brand di nuovo appetibile, ad esempio Alone in the Dark sviluppato da Eden Entertaiment, reboot che ha scaturito pareri negativi sia da parte della critica che da parte del pubblico.

Ci sono poi quei titoli che rientrano in questa categoria di reboot, ma che hanno avuto un accoglienza abbastanza controversa, esempio lampante è DMC, reboot del franchise di Devil May Cry. Il gioco è stato odiato dalla maggior parte dei fan della serie originale, perché distante (come atmosfere) dalla loro amata saga, ma c’è anche chi a gradito questo titolo, basti notare il suo metacritic, che vede un’evidente discrepanza tra il metascore (media dei voti della critica) e lo userscore (media dei voti degli utenti).

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In conclusione

Questo discorso su un possibile reboot di Crash Bandicoot, per ora, è più aria che altro, le mie sono illazioni, una possibile prospettiva nel caso in cui la remaster, dei primi tre titoli, venda un numero rilevante di copie. Pensiamoci bene però: quante copie potrà realmente vendere questa remaster? Saremo noi a comprarla, noi giocatori che abbiamo amato i titoli su PS1, noi che abbiamo consumato i dischi di gioco cercando di prendere tutti quei maledetti cristalli, noi che abbiamo richiesto questo ritorno e finalmente le nostre richieste sono state esaudite, noi che ormai siamo rimasti in pochi rispetto alle nuove generazioni di videogiocatori. Mi dispiace chiudere l’articolo con questo tono amaro, sono il primo a voler rivedere questo brand tornare grande come un tempo e a rituffarmi nell’arcipelago N.Sanity, quindi dirò: speriamo per il meglio!

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