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Recensione: La potente Thor #2

Secondo appuntamento con la rubrica che recensisce la potente Thor, oltre ad Ercole, seconda storia dell’albo. Quindi tuffiamoci in questo volume.

Thor

Continua quindi la storia che abbiamo lasciato in precedenza, con Thor in vena di fare a botte in modo greve con Cal, fratello di Odino, dopo aver scoperto una moria di elfi, una denuncia resa muta dal consiglio politico dei nove mondi, con Asgard più impegnata a cercare di catturare Thor.

Ribadisco già qui quanto questa serie sia fantastica, forse una delle migliori della Marvel, e devo lodare ancora il team artistico Aaron-Dauterman, cosa che farò più sotto.

Thor in questo volume dovrà vedersela nuovamente con Asgard e con la sua politica, oltre a dover affrontare anche Loki, alleato di Malekith (siamo sicuri che sia veramente un cattivo Loki? Con lui non si è mai sicuri di nulla).

I disegni di Dauterman sono una cosa epica come già affermato più di una volta, i colori di Wilson sono gestiti in maniera gentile e non coprono nulla, mentre il gioco di ombre è regolato bene, ribadendo semplicemente la grandiosità di questo team, già appurata in precedenza. La sceneggiatura  a cura di Aaron migliora ancora, riuscendo a portare a galla le perplessità ed i dubbi della donna, preoccupata non solo per Asgard, ma anche per sé stessa e per la malattia che la divora, preoccupazione che si palesa con la coscienza della donna e con il suo sguardo, visto che non c’è posto per Jane Foster in questo albo.

I personaggi di contorno non sono male. Ricordando però che sono passati 8 mesi da Secret Wars, abbiamo delle cose che non ci tornano:
Loki: un Loki fin troppo badass, voglio vedere fin dove vuole arrivare. Per il resto, ambiguo come sempre.
Unworthy Thor: sarebbe comunque gentile dirci che fine abbia fatto, su questo albo. Sapremo mai poi che cosa gli abbia sussurrato Nick Fury per renderlo indegno?
I Sovrani: Odino e consorte non si vedono minimamente in questo albo, nonostante siano importanti come personaggi, considerando che Odino ha sguinzagliato il Distruttore.
Detto questo, sono curioso del prossimo numero, con un faccia a faccia con Loki, ma qui mi sorge una domanda: quale Loki?

 

Ercole

Ercole, come nel numero uno, vive a New York ma non se lo fila nessuno, quindi ha questa missione di eliminare demoni che rappresentano vari esseri mitologici, per far risalire il proprio nome agli occhi della città e del mondo.

“Quando si tratta di ciclopi, il trucco è uno solo. Colpisci più forte che puoi.”

I disegni non sono male, ma manca quel qualcosa che sia in grado di “emozionare il lettore”. Sarà una questione di gusti difficili, ma io non riesco proprio a farmi piacere Ercole. O meglio, non sono riuscito a farmelo piacere, fino alle ultime pagine di questo albo.

Il personaggio è sviluppato bene? Bella domanda. Abbatte i ciclopi con un lanciagranate e poi a pugni, facendo ragionamenti “astuti”. Mentre combatte, si dimostra eroico (non vi dirò come), e nel frattempo la sua padrona di casa parla di lui con Gilgamesh, eroe presentato nei gloriosi anni ’70, un eterno con tutti i poteri del mondo in pratica, forte, veloce, ormai conosciamo tutti il set base degli eroi Marvel no? Quella della discussione tra i due è una idea comune nel mondo del fumetto, per dare una descrizione migliore del personaggio, una descrizione “da wikipedia“, per esser sicuri di approfondirlo caratterialmente.

Comunque il volume si conclude in maniera bella. Introduce un gruppo di villian, i centauri, e… e altro. Ma finisce come avrei voluto che finisse. La trama inizia a diventare interessante? Forse si, devo aspettare il terzo volume per giudicare.

 

 

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