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Recensione: La potente Thor #1

La potente Thor! Inizia qui il nuovissimo universo Marvel! Così recita la copertina, promettendoci il tuono nelle vene in 64 pagine (in verità divise con Ercole.)

La potente Thor

L’albo è di pregevole fattura, con copertina estendibile (la stessa che vedete qui sopra, con tutti i personaggi).

Ricapitolando le origini di Thor, il figlio di Odino è diventato indegno a causa della saga Original Sin, ed il suo potente Mjolnir è passato nelle mani di Jane Foster, ex fiamma di Thor che lotta conto un tumore, difatti ogni volta che impugna il martello e si trasforma, il potere di Thor neutralizza gli effetti della chemioterapia, rendendola potente e togliendo la debolezza e la stanchezza date dalla cura, ma lascia intatte le cellule cancerogene.
Le prime pagine sono molto profonde, con una introspezione di Jane riguardo alla malattia che la divora ed alla cura, poi inizia l’azione vera, nello spazio, con dei corpi di elfi che cadono come meteoriti, distruggendo una stazione meteorologica della Roxxon Industries.

Dopo che succede quello che succede, ma che non vi dirò, si passa alla parte meno d’azione e più politica, con Jane che si presenta nel congresso dei mondi, con tutti i rappresentanti, senatori, dei regni che rappresentano il mondo Marvel divino/cosmico, quindi Jane per Midgard, Volstagg per Asgardia, ed altri senatori volti a rappresentare Vanaheim e tutti gli altri regni dai nomi difficili da scrivere. Alla fine dell’albo, tornerà un personaggio amatissimo da molti lettori, che non nominerà ovviamente per non rovinare la sorpresa.

 

Ercole

La storia di Ercole è abbastanza classica, per chi conosce il personaggio, viene convocato per abbattere un nemico e lui risponde. E’ una storia che sembra più un prologo alla futura presentazione del personaggio, perché non aggiunge nulla di che, ed anche la storia sembra molto anonima, più un discorso commerciale che altro. Ma è ancora presto per farsi una idea completa intorno a questa Run.

 

Commenti

Riguardo a Thor, non si può non parlare benissimo dello staff creativo: Personalmente ho amato la accoppiata di Dauterman (matite) e Wilson (colori), ed anche Aaron (storia) riesce in modo eccellente nel suo lavoro, riuscendo ad unire azione e politica senza annoiare il lettore più superficiale (comunque non avevamo dubbi, visti Scalped e Southern Bastards). Aaron si è ovviamente allontanato dalle sue atmosfere noir e molto crude, riuscendo ad entrare in maniera eccellente in un mondo fantasy/futuristico, più colorato, riuscendo comunque a farci sentire l’oppressione dei fatti negativi, come i cancro di Jane, e come la morte degli elfi. I dialoghi sono strutturati in maniera scorrevole, e ci fanno già capire di che pasta sia fatta Thor. Lo scrittore riesce comunque a farci capire che la trama non sarà solo botte ed azione, ma avrà una serie di intrecci interessanti.

Riguardo ad Ercole invece? Sarò sincero, a me ancora non fa impazzire. Lo staff dietro (Abnett, ROss, Guru-eFX) non mi fa impazzire. Molto bella la storia finale, e molto inutile il comprimario del semidio greco, Gilgamesh, eroe dei Sumeri. Ma come detto sopra, bisognerà aspettare qualche altro numero per un quadro intero a riguardo.

 

 

 

 

 

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