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Muhammad Alì è diventato una farfalla

Vola come una farfalla, pungi come un’ape.

Il campione ha smesso di pungere come un’ape, e si è concentrato solo a volare come una farfalla. Muhammad Alì, conosciuto anche come Cassius Clay, nato a Louisville nel 1947, ci ha lasciato a Phoenix il 3 Giugno del 2016. Muhammad Alì ha una carriera basata solo su trionfi sportivi ed umanitari, nessun tipo di fallimento alle spalle.

Non ci concentreremo sulla sua carriera sportiva in modo troppo approfondito, sarà una cosa che lascerò ai giornalisti sportivi, e non andrò neanche ad analizzare troppo nel dettaglio la sua importanza nell’ambito dei diritti civili dei neri, secondo forse solo a Mandela. Dopo una rapida analisi rappresentativa di questi due fattori, ci andremo a concentrare circa la sua presenza in film ed autobiografie.

Cassius Marcellus Clay Jr nasce a Louisville, fu indirizzato dalla Boxe da un poliziotto, che lo incontrò mentre inveiva dopo il furto di una bicicletta. Conosciuto per il suo stile unico, Muhammad Alì incentrava molto su un gioco di gambe notevole, al fine di giocare sulla dinamicità dei movimenti, riflessi fulminei, e grande velocità nello sferrare gli attacchi. Dopo il ritiro della licenza il suo stile cambia, riuscendo a salire alle cronache sportive anche su questo cambio drastico: non riuscendo più a ballare come prima, cambia totalmente modo di combattere, diventando un incassatore notevole, ed aumentando in maniera eccelsa la potenza distruttiva dei suoi pugni.

Ma oltre ai meriti sportivi, Muhammad Alì è diventato una icona pop dell’epoca anche per i suoi meriti umanitari, da una parte, per il rifiuto di andare in guerra, e rimarrà famosa la sua frase: “Non ho niente contro i Vietcon, loro non mi hanno mai chiamato negro”. Dall’altra parte, anche per le sue marce a favore dell’eguaglianza razziale, rendendo la sua figura, secondo alcuni storici e studiosi del diritto internazionale (inerente alla questione dei diritti di libertà, diritti sociali, e tutti i diritti inviolabili), tra i più importanti personaggi nell’ambito dei diritti e dell’antirazzismo, venendo paragonato a Nelson Mandela, Malcom X e Martin Luther King.

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Muhammad Alì, come abbiamo detto, è diventato icona della cultura Pop nel complesso mondo artistico e cinematografico dell’epoca:

Io sono il più grande: Questo è un film del 1077, fatto tra Stati Uniti ed Inghilterra nel 1977, diretto da Hellman e Gries. E’ un film biografico sulla vita di Muhammad Alì, dalle Olimpiadi del 1960 fino alla riconquista del titolo di campione dei pesi massimi contro George Foreman, nel loro incontro del 1974, chiamato da tutti i media The rumble in the jungle.

Secondo la critica, in particolare Il Morandini, il film è” come la montagna che ha partorito il tompo, ma è sempre interessante seguire la vita del campionee”, secondo altri invece, il film viene rovinato dal montaggio frammentario e confusionario, peggiorato dalla sceneggiatura troppo leggera e la regia molto grezza. Il film tra l’altro è stato basato sul libro autobiografico di Alì, quindi ha sofferto anche di alcune pressioni da parte del puglie.

Altro film, di qualità molto migliore è Quando eravamo re, documentario del 1996 di Leon Gast, inizialmente doveva essere un documentario sul concerto soul che doveva precedere il famoso incontro del 1974, per poi trasformarsi in un ottimo documentario sull’atleta del secolo. Il regista riesce a cogliere un ottimo bilanciamento tra carriera sportiva e “politica”, anche se si basa molto più sul pugile delle Olimpiadi di Roma Cassius Clay, piuttosto che su Alì, ma riesce a far uscire tutto il carisma del pugile, pubblicizzando anche le battaglie per i diritti civili in favore degli afroamericani. Alì, in tutte le settimane che precedono quindi l’incontro, si fa portavoce degli afroamericani, mentre si allena per sconfiggere Foreman, diventato nell’immaginario collettivo il nemico da battere.
Il film ha vinto numerosi premi: Premio Oscar del 1997 come miglior documentario, nello stesso anno, sempre per la stessa categoria, vince il Broadcast film Critics Association Award, l’Indipendent Spirit Award, il New York Film Critics Circle Award, mentre nel 1996 vince i premi per miglior documentario al Los Angeles Film Critics Association Award, una nomination al Sundance Film Festival, mentre Leon Gast vincerà il premio speciale.

 

Appare anche in un film basato sulla vita di don King, ma il film su di lui che più preferisco ricordare è Ali del 2001, con Will Smith ad interpretarlo in maniera a dir poco fantastica, e tratta di tutti i momenti salienti della sua vita, dalla vittoria contro Liston e poi Foreman, per passare alla sua adesione all’Islam, andando ad analizzare tutti i suoi rapporti umani, tra cui quello con Malcom X, interpretato da Jamie Fox. Anche questo ha avuto numerosi riconoscimenti, ma solo candidature, mentre l’unico premio vinto è stato per la migliore performance maschile per Will Smith, agli MTV Movie Awards.

Ultimo film degno di nota è Muhammad Alì Greatest fight del 2013, è passato fuori concorso a Cannes ed in Italia è stato trasmesso solo su Sky, ma è possibile ritrovare il Dvd, e la sua trama è incentrata sulla Battaglia legale tra Muhammad Alì ed il governo degli Stati Uniti riguardo il suo rifiuto di andare in guerra.

Vi lascio qui di seguito invece qualche foto del fumetto della DC Comics del 1978, Superman vs Muhammad Ali, in cui i due si scontrano su un ring, a causa di un alieno che viene su Metropolis con la voglia di affrontare il più grande campione terrestre, quindi obbliga i due a mettersi sul ring. Non vi dico il finale, ma la storia non è scritta neanche malissimo, per essere una storia fatta più per farsi pubblicità che per altro. Vi lascio quindi qualche immagine sparsa. Sotto le immagini invece, il video di Ali con Stallone (Apollo Creed è chiaramente ispirato ad Ali, sia per lo stile di combattimento, sia per le provocazioni sul ring)

 

 

 

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