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Gomorra 2 – La Serie: recensione episodi 7 e 8

gomorra 2 la serieIeri sono state trasmesse le ultime due puntate di Gomorra 2 – La Serie, andate in onda su Sky Altlantic dalle ore 21:10. Ad accoglierle, fissi davanti alla televisione come ogni settimana, un milione di spettatori pronti a godersi le puntate 7 e 8. Gomorra 2 continua e sembra essere rientrata nel ritmo della prima stagione, quello di cui ci eravamo abituati e di cui sentivamo molta mancanza: brutalità, cattiveria, crudeltà, questi sono gli aggettivi di queste due nuove puntate. La prima novità è la regia, al timone troviamo Claudio Giovannesi. In più questa settimana saranno protagonisti i personaggi più marginali, per cercare di conoscerli meglio, conoscere le loro storie e famiglie. Una scelta rischiosa se si pensa che ogni volta che una puntata si sofferma su un personaggio, quest’ultimo non arriva al finale di stagione.

Nelle puntate 7 e 8 si è sentita molto la mancanza di Genny, messo da parte per fare spazio al padre, che lentamente e silenziosamente si sta riprendendo tutto ciò che un tempo era suo e che gli fu portato via. Il suo piano è quello di boicottare l’alleanza, facendola rompere dall’interno, in modo che tutti dubitano di tutti. Intanto Ciro prosegue il suo lento ma duro cammino, rispetto alla fine della prima stagione e all’inizio della seconda incontriamo un Ciro molto più umano, quasi pentito, distrutto dal dolore e dal rimorso ma sempre più solo. La solitudine è sempre presente, ma d’altronde si sa’ che un uomo che è solo non ha nulla da perdere. Mentre la sfortuna sembra non mollarlo mai. L’esordio di Giovannesi è stato particolare, anche se, come Genny, anche la mano di Sollima ci è mancata. Ma per il resto, la fotografia e la colonna sonora, pilastri della serie sono come sempre perfetti.

Nell’episodio 7, che si concentra su Gabriele O’Princip, l’alleanza è messa a dura prova. Quest’ultimo è molto invidiato in quanto guadagna più di tutti poichè fa affari sia con Ciro che con Genny, ma il gruppo è all’oscuro e cominciano a pensare che possa mentire e rubare soldi di nascosto. La sua ostentazione l’ha portato al centro di pettegolezzi che girano nel quartiere: tra regali alla fidanzata e regali ai bambini, ognuno crede che c’è qualcosa sotto e tengono gli occhi aperti. Intanto Don Pietro comincia a far sentire la sua presenza a Secondigliano e, come solo lui sa fare, inizia a pensare chi eliminare per primo dalla lunga lista di personaggi per arrivare in cima. Ma le cose sono cambiate, ora c’è di mezzo un’alleanza, che ha accettato il figlio, ma Don Pietro è rimasto nel passato e non riesce ad andare avanti e pensare agli affari invece che alla dignità. E per questo pensa di dover cominciare pur da qualcuno e decide di uccidere O’Princip. Già ad inizio puntata si era capito il destino del povero ragazzo, ricordando una puntata simile: quella della morte di Conte, stessa storia, stessa logica, stesso criterio, stesso focus. Intanto Ciro, sempre più solo, cerca appoggio in sua figlia che sembra ormai cresciuta troppo in fretta.

Nell’ottavo episodio il clan ormai è in difficoltà, tutti diffidano di tutti, c’è aria di sfida, di vendetta e di rabbia. Ciro fa di tutto per non rompere l’alleanza e cerca di calmare le acque. Dopo la morte di O’Princip tutti dubitano di Rosario O’Nano, amico di una vita di Ciro, per la faida nell’episodio precedente. Ciro costringerà a partire Rosario con la famiglia, per il bene di tutti e per risolvere in fretta questa ennesima situazione, ma ciò non lo porterà a salvarsi. Sullo sfondo del mare, della spiaggia e degli occhi della figlia, Rosario O’Nano viene sparato. Non si sa’ da chi e non si sa’ il perchè ma poco importa a Ciro e quando lo verrà a sapere capirà di aver perso l’amico di una vita, di non poter più fidarsi di nessuno, di essere rimasto solo, di nuovo. Da qui la puntata prende una piega decisamente diversa, più drammatica e cupa, Ciro, ormai stremato e consumato da un’alleanza che cade a pezzi destinata a finire, decide di regalare al suo amico la tomba più bella del cimitero, già occupata ma liberata con una facilità quasi incredula, e un rispettoso funerale. L’immortale sta morendo dentro e dopo l’incontro con la moglie e la figlia di Rosario O’Nano non riesce più a sperare in nulla.

Queste due puntate rispetto a quello che abbiamo visto finora della seconda stagione sono state molto più lente e narrative per cercare di far capire agli spettatori in modo logico e sintetico gli avvenimenti che ruotavano intorno a O’Princip e a O’Nano, due personaggi destinati alla morte. Il livello di drammaticità degli eventi sono stati gestiti bene. Gli attori non ci deludono mai e sembra sempre di essere catapultati in quei quartieri della periferia di Napoli. La crescita dei personaggi è sempre più viva e ormai non sappiamo più cosa aspettarci dalle prossime puntate. La lista dei morti continuerà ad allungarsi? 

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