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Dio esiste e vive a Bruxelles

Un film assolutamente geniale, Dio esiste e vive a Bruxelles è una di quelle chicche da non perdersi, se si è amanti del buon cinema.

Il film è fatto dai Belgi, che ogni tanto riescono a tirare qualcosa di veramente geniale, dopotutto, non si può attenere nulla di brutto da James Van Dormael, regista di Mr Nobody.

Questa commedia pungente è caratterizzata, oltre da una storia veramente interessante, da una regia superba ed una fotografia come si vede raramente, lavoro svolto alla perfezione da Christophe Beaucarne, che ha già deliziato i nostri occhi con Coco Avant Chanel, lavoro premiato con alla miglior fotografia nel 2010, per il premio César, oltre ad aver lavorato in “La Bella e la bestia“, quello con Vincent Cassel.

“se un giorno ti innamorerai di una donna, è molto probabile che non passerai la tua vita con lei” Murphy Dio.

Questa una delle leggi che ha creato Dio, che si diverte, in modo maligno a tormentare l’umanità, difatti il Dio in questione è un Dio annoiato, un Dio che esiste solo per infastidire il genere umano. Vive con moglie e figlia, che tormenta verbalmente e  fisicamente, sfogandosi con gli umani tramite il suo supercomputer. La figlia Ea, per vendicarsi, va a usare il pc, inviando a tutti gli esseri umani un messaggio con la data della loro morte, quindi scappa di casa, per cercare i suoi apostoli e scrivere il nuovo nuovo testamento, o testamento 2.0

La storia continua quindi con Ea, figlia di Dio, che cerca gli apostoli, personaggi che vengono presentati uno ad uno, in un modo che spesso ricorda “il favoloso mondo di Ameliè“, in modo onirico e drammatico, mostrando debolezze e speranze, andando a sentire le melodie che gli apostoli hanno nel loro cuore, con un approccio cinematografico quasi da musical, in cui le persone affrontano il futuro in base alla musica dentro di loro, in maniera altamente poetica.
L’avventura è una divertente ed allo stesso tempo inquietante, e ripercorre le storie dei protagonisti in modo interessante ed originale, un tratto saliente per il quale Dormael è conosciuto, un tratto che abbiamo apprezzato in Mr Nobody e Toto le héros, mentre nonostante la leggerezza in cui viene mostrato questo film, che vuole essere una commedia, fa riflettere ed a tratti commuovere come “l’ottavo giorno“, uno dei film che più mi ha fatto piangere in assoluto.
Questa commedia surreale, ordinata in base ai libri della genesi, pare divagarsi troppo in una serie di decisioni che vogliono far ridere per forza, come una donna che finisce a letto con un gorilla. Nonostante alcune critiche inerenti il lavoro con troppi messaggi e riferimenti, che non racconta nulla di concreto, la saggezza del regista, che tra l’altro affida a Dio la creazione delle leggi di Murphy, non sta nel tentare di creare storie assurde e potenti, ma di mostrare i desideri che si trovano dietro queste storie.

Questo film, da prendere come una favola nera molto attuale, visti i temi che tratta, intrattiene alla perfezione andando ovviamente a provocare i fedeli, visto il Dio cattivo, ma alla fine dei conti il messaggio è positivo, parla di amore e di libertà. Ci mostra il punto di vista di chi, onnipotente, governa il mondo in malo modo.

Da lodare gli attori, Benoit Poelvoorde nel ruolo di Dio e Pipi Groyne nel ruolo di Ea, la figlia.

E voi cosa fareste, se vi arrivasse un SMS con questo contenuto?

 

 

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