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Sakamoto, il ritorno del nonsense giapponese

sakamoto-desu-ga-havent-you-heard-im-sakamoto.44066Uno degli anime più interessanti di questa primavera è di certo Sakamoto desu ga?, di Nami Sano, di cui chiunque abbia a che fare con pagine Facebook umoristiche di argomento anime/manga ha sentito parlare almeno una volta.

Sakamoto desu ga? è una commedia scolastica che fa perno sul protagonista, per l’appunto, Sakamoto, ritenuto da tutta la scuola un figo, per sviluppare situazioni pressoché assurde all’interno della scuola e far risaltare le qualità che rendono tale il nostro personaggio. Essendo tratto da un manga comico, segue il classico filone delle opere di questo genere: gli episodi, lunghi i soliti 20 minuti, sono divisi in due parti indipendenti l’una dall’altra, e narrano un evento che inizia e finisce nell’arco di dieci minuti l’una. Un anime molto simile sotto questo punto di vista è Dagashi Kashi. Il tratto non è molto particolare, seppur molto curato, e in molti punti si capisce che alla matita c’è una donna (le proporzioni del protagonista, o anche i lineamenti del volto dello stesso). Le animazioni sono nella media di un anime pubblicato in TV e il doppiaggio non è male (da notare che Sakamoto è doppiato da Hikaru Midorikawa, doppiatore di Heero Yuy di New Mobile Report Gundam Wing, Kaede Rukawa di Slam Dunk e tanti altri).

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Nonostante la “scheda tecnica” di questo anime risulti essere abbastanza mediocre, la sua forza, essendo una commedia, risiede nelle gag: Sakamoto desu ga? utilizza un umorismo molto particolare, è un nonsense ma non assurdo come quello visto in Nichijou, ma, sotto certi punti di vista, più “plausibile”, similmente a come accadeva in Scuola senza pudore. Praticamente ogni volta che Sakamoto compare sulla scena, starà assoggettando il gentil sesso o facendo qualcosa di strano, reso assurdo dalla situazione in cui si trova.

Anche se in ciò risiede la sua grandezza, è anche vero che non è un tipo di humour adatto a chiunque, anzi, alcuni potrebbero addirittura trovarlo fastidioso. Sono anche abbastanza frequenti le allusioni alla cultura popolare giapponese, ma non tanto marcati quanto altri anime di genere simile. Insomma, tutto sta, come ogni volta che si parla di intrattenimento, al gusto dello spettatore.

 

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