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Intervista a Labadessa

Ed eccoci con una nuova intervista: oggi intervisterò Mattia Labadessa.

Lui si definisce un iPad artist, illustratore e grafico. Io lo definisco semplicemente un’artista.
Labadessa mi è spuntato subito all’occhio per tanti motivi in verità:

  • Il tratto e lo stile particolare.
  • Il significato delle vignette, con quell’umorismo particolare, familiare a molti, ed accogliente.
  • Il fatto che in 4 mesi sulla sua pagina facebook si sia fatto 40.000 fan, ovvero 10.000 fan al mese (mentre si svolge l’intervista, i fan aumentano a 50.000, ndr).
  • L’uccello è bellissimo.
  • Graficamente lo adoro, riesce a rendere espressivi i personaggi con una minima riga sul volto.
  • Adoro il nero ed il rosso sul giallo.

Dunque, ho deciso di contattarlo, perché lui è, secondo la mia modesta opinione, un genio.

 

Ciao! Le tue vignette sono esplose su facebook nell’arco di pochissimo tempo.
Cosa si prova a ricevere una sorta di “fama”, diversa dalle altre pagine facebook, sia per lo stile di disegno particolare, sia per il tipo di testo, dentro al quale il giovane italiano si rispecchia molto, visti i temi (ansia, preoccupazione e… la pedofilia no dai)?

Ciao! La pagina ha davvero ingranato in pochissimo tempo: non avrei mai immaginato di raggiungere 40mila persone in soli quattro mesi, le mie previsioni più ottimistiche non si avvicinavano neanche lontanamente a queste cifre. Vedere un riscontro così immediato è un qualcosa di molto gratificante. Cosa si prova? Una bella, bellissima sensazione, e un grande senso di sicurezza verso ciò che faccio, una spinta per continuare ad illustrare con passione!

 

Ecco, un obiettivo raggiunto quasi “per sbaglio”, nel senso, sì, 10.000 fan al mese in pratica, un traguardo che neanche chi paga, forse, raggiunge.
Dimmi un pochino, Labadessa, come nasce?

Nasce come una pagina “vetrina”, in cui avrei dovuto semplicemente postare i miei lavori, senza seguire alcun filo logico. Il fato ha voluto che inizialmente postassi una serie di illustrazioni con sfondo giallo e questo buffo “uomo uccello” come protagonista: il riscontro è stato positivo ed automaticamente ho deciso di dare quella direzione al progetto. Mandare un messaggio, strappare una risata e perché no, condividere le proprie ansie e fobie con chi ti segue, è davvero divertente!

 

Quanto c’è di te dentro l’uomo uccello? Nel senso, quando lo leggiamo, vediamo una sorta di diario della tua vita, o comunque sei ispirato dall’ansia comune che tocca gli ex giovani?

Nell’uomo uccello non c’è qualcosa di me: sono io, sono proprio io, con le mie ansie e le mie paranoie, un po’ buffo, un po’ strano. Anche per questo curo con tanto amore il progetto “Labadessa”: vedere che in molti condividono quelle ansie e quelle paure, mi da sollievo, e mi diverte! Cerco sempre di rispettare i miei pensieri quando creo un’illustrazione o una vignetta, di essere “sincero” con chi mi segue, di raccontarmi tramite il segno.

 

Labadessa quindi sei te, e do per scontato che vedremo anche altre illustrazioni, ma principalmente l’uomo uccello. Come mai questa passione per gli uccelli?

In realtà non ho alcuna passione per gli uccelli (discorsi decisamente ambigui): certo, mi piace disegnare pennuti di ogni tipo, ma il personaggio dell’uomo uccello è nato per puro caso, solo in seguito ho deciso di svilupparlo e renderlo “protagonista” di una parte del mio lavoro. Insomma, al suo posto poteva esserci anche “l’uomo ascensore” o “l’uomo prosciutto e funghi”, è stato il fato a decidere che il mio alter ego avesse il becco!

 

L’uomo prosciutto e funghi mi incuriosisce. Quando hai capito che, graficamente, la combinazione rosso e nero su giallo ti avrebbe reso “iconico”? Nel senso, lo hai deciso sin da subito, come marchio di riconoscimento, hai voluto provare per curiosità, o hai semplicemente scelto quel colore perché ti piace a te e basta?

Anche qui interviene il caso! Da quello che sto scrivendo si evince una cosa: è nato tutto (perdona il francesismo) “alla cazzo di cane”. Alla base c’è comunque uno studio, che sia della composizione o del colore (esco da un Liceo Artistico e dall’Accademia di Belle Arti di Napoli), ma anche in questo caso, agli inizi di dicembre, poco prima di cena, iniziai a disegnare, completamente a caso, ascoltando i “nobraino”, e sfornai questa palette di colori (con un’illustrazione che ad oggi non ho ancora pubblicato), innamorandomi subito di quegli accostamenti, che nel giro di qualche giorno furono modificati e “affinati”. Le finalità non erano affatto rivolte ad una pagina facebook o alla necessità di essere iconico e facilmente riconoscibile.

 

Ottimo. Dunque, ti lascio con una ultimissima domanda, che più che domanda, è una sorta di affermazione. Sai che hai le carte in regola per fare, in un prossimo futuro, un libro con tutte le illustrazioni?

Vorrei tanto tirar fuori un libro, ma ho aperto la pagina da poco tempo e sento che questo non è il momento “adatto” per pensare ad un progetto del genere. Ho parecchie cose da gestire, e forse non sono ancora pronto per un libro: potrei facilmente cambiare idea e cominciare a sfornare di tutto anche domani, lo ammetto, ma per ora la testa mi dice “no”!

 

Well, ti ringrazio per il tempo, per la disponibilità e ti auguro buon lavoro e buona ansia!

Sono appena arrivato ai 50mila like sulla pagina! Fino ad oggi non ho mai ringraziato nessuno, mi sa che è arrivato il momento di farlo: grazie!

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