Hamlet con Benedict CumberbatchC’è un Amleto in ognuno di noi.

-Benedict Cumberbatch-

Il coraggio di sperimentare della Nexo Digital, in merito a certe visioni che potremmo dire one shoot è stato premiato, difatti si leva a gran voce la richiesta di una replica dell’Amleto recitato da Benedict Cumberbatch, sotto la produzione di Sonia Friedman, filmato e distribuito dalla NTL, e diretto da Lyndsey Turner, tutto condito dalle fantastiche scenografie di Es Devlin.

Lo sguardo magnetico di Benedict riesce a tenere lo spettatore attaccato allo schermo in modo profondo e concentrato per tutta la durata dello spettacolo, ed anche il più prosaico degli spettatori si accorge della maturità dello spettacolo, e della crescita interiore dell’attore.

La storia di Amleto, sotto questa interpretazione, sembra quasi volersi allontanare dalle atmosfere shakespeariane da cui prende forma, come per ricalcarlo in modo più approfondito, difatti ad uno sguardo inesperto ed immaturo, potrà sembrare una versione svogliata e disillusa, ma uno spettatore acuto capirà quanto la modernità di questo spettacolo (che ricorda il vecchio Romeo + Juliet), condito da battute che strappano una risata e da costumi che non fanno ricondurre a nessun momento storico preciso, come si vede da Orazio quasi Hipster, e lo stesso Amleto, in giubba militare prima, in jeans e maglietta dopo, siano tutti elementi apprezzabili e veramente innovativi, visto la sacralità dell’opera nel mondo del teatro.

Hamlet con Benedict Cumberbatch
Io invece sono rimasto fino alla fine. Ringrazio i tizi che mi hanno fatto la foto, visto che sono andato da solo come uno stronzo.

La performance di Benedict Cumberbatch è rivoluzionaria in questo ambito, e la sua presenza scenica, oltre ad i suoi capelli, obbligano lo spettatore a rimanere incollato sulla poltrona (nonostante nel secondo tempo qualcuno ha deciso di andarsene).

Prima dell’inizio dello spettacolo, troviamo una piccola intervista a quello che sarà Amleto, con lo stesso Benedict che va a trovare dei ragazzi in una scuola di teatro, e lui stesso li intervista, facendosi mostrare anche delle scene; Da premiare l’interpretazione della scena topica, essere o non essere, fatta di gruppo.

Dunque si inizia con lo spettacolo, e come detto prima, capiamo che per prima cosa non si vuole inquadrare questo Amleto in una data precisa, il teatro deve solo mostrare la realtà dell’opera, con vestiti che vanno dagli anni ’60 ai giorni nostri, Rolleifex, ma con la storia identica, con la Danimarca in guerra, tutto ovviamente coperto dai “Dialoghi Elisabettiani” (Cit. Benedict Cumberbatch), all’occorrenza leggermente modificati per metterci in mezzo anche una piccola dose di ironia, ma che riescono a giocare bene con l’ansia, il panico, la curiosità e l’emozione dello spettatore, che si dimentica che l’opera sia stata scritta nel 1600.

benedict cumberbatch hamlet
Simpatica trovata l’attesa tra il primo ed il secondo tempo, con ripresa sui presenti allo spettacolo, e timer con conto alla rovescia.

Accanto al già grande nome di Benedict, troviamo Anastasia Hille, nel ruolo della madre di Amleto, Gertrude, ed un fantastico Ciaràn Hinds che veste i panni di Re Claudio, tutto il cast splende dopotutto, tranne Ofelia che almeno nella prima parte perde, per poi riprendere alla grande, recitando meglio il ruolo di Ofelia ormai caduta nelle spire della pazzia.

Altro ruolo sorprendente è quello di Leo Bill, conosciuto come Orazio, che oltre a rappresentare il personaggio per come lo conosciamo, quindi l’angelo custode e migliore amico,  la sua figura continua a salire di importanza, arrivando ad accostare Benedict con la presenza scenica, sembrando più un moderno bardo, un Delios dei giorni nostri.

In conclusione è fondamentale tessere le lodi alle scenografie, costruite in maniera veramente superba, sembra quasi di trovarsi di fronte ad un film con ottimi effetti speciali, piuttosto che al teatro.